Punti ormai consolidati che negli anni hanno contribuito a fidelizzare tanti estimatori che, una volta entrati a far parte della nicchia dei British drivers, spesso riescono a metter da parte la ragione e lasciano sempre più spazio alla passione. Si, perché la passione per le auto inglesi richiede davvero di disporre di spazi, in tutti i sensi, non solo per parcheggiarle ma anche per potersi ritagliare momenti di tempo per dedicare loro cure ed attenzioni. Nel panorama automobilistico può succedere di vedere nette distinzioni di pensiero e questo è un caso in cui troviamo sostenitori e detrattori su posizioni ben distanti: per i primi guidare British è un must, mentre per gli altri sarebbe solo fonte di preoccupazioni. Le auto inglesi, un po’ in tutto il mondo, o le si ama o le si odia, negli anni si sono create la fama di mezzi inaffidabili (a volte anche meritatamente…), oltre che con una scarsa disponibilità di ricambi (cosa ormai non vera, nell’epoca degli acquisti via Internet), ma contemporaneamente hanno consolidato il loro zoccolo duro di estimatori.

Ecco, chi sono questi appassionati? Persone che amano l’auto, ovviamente, in primis e non semplici utilizzatori del mezzo di trasporto, ai quali interessa solamente raggiungere una destinazione. A destinazione loro intendono arrivarci vivendo il loro veicolo e non solamente durante le ore effettive di guida, ma durante tutto l’anno. Perché queste auto hanno bisogno di cure ed attenzioni, siano esse d’epoca o moderne, sia che ci si dedichi in prima persona alle manutenzioni, sia che si preferisca delegarle al meccanico. Questo soprattutto le rende “antipatiche” a buona parte degli automobilisti, perché non tutti siamo disposti ad accettare che una macchina (a volte anche di un certo valore) possa presentare problemi congeniti o comunque tipici e risaputi…ed è anche capibile una tale linea di pensiero, ma l’appassionato va comunque oltre! Lui vive in un mondo tutto suo, nel quale non è un dramma trovare delle gocce di olio a terra al mattino, oppure confrontarsi con malfunzionamenti dell’impianto elettrico che, come appaiono in maniera improvvisa e misteriosa, altrettanto improvvisamente spesso scompaiono. Lui viaggia con una piccola cassetta di attrezzi al seguito, conscio di potersi sporcare le mani anche durante una sosta in Autogrill, ma anche con una tessera per il soccorso stradale…ma su tutto questo spesso ci ride sopra. Cosa che invece, molte volte, non riesce ai suoi passeggeri e familiari, ma si sa che le passioni non sempre si riesce a condividerle in toto con chi ci sta a fianco. Allo stesso modo, in quel mondo, non sarà un dramma infangare nelle campagne una Range Rover semi nuova e, con lo stesso fango ancora attaccato, recarsi poi ad un appuntamento mondano, senza passare dal lavaggio. Oppure sarà del tutto normale non avere remore ad usare una cabrio anche in un giorno di pioggia, oppure preferire un veicolo più attempato, per affrontare un viaggio e scegliere di lasciarne in garage uno più recente e comodo. Come accennato poche righe sopra, a volte, il British Enthusiast si trova affiancato da familiari che non condividono a pieno la sua filosofia e sente riecheggiare suggerimenti, più o meno velati e frecciate; nonostante ciò continua a coltivare imperterrito la sua passione e si sente soddisfatto quando vede che un viaggio o una semplice gita fuori porta alla fine riescono a regalare un sorriso anche ai critici più accaniti. E questo accade perché le macchine inglesi, in fondo e infine, hanno davvero anche tante qualità e presentano modelli adatti ad ogni situazione (come quelli qui fotografati, gentilmente messi a disposizione da British Garage, specialista in restauri di Range Rover, Land Rover e Jaguar – www.britishgarage.it): l’ammiraglia accessoriata e comoda, la cabrio o la coupé per essere sportivi ma caricare contemporaneamente un buon numero di bagagli, la spider compatta e brillante per affrontare strade tortuose col vento fra i capelli, la fuoristrada dura e pura, la fuoristrada elegante e spaziosa. Nel nostro caso specifico l’appassionato ha sicuramente una soglia di sopportazione più alta di tutti gli amanti di altre tipologie di auto, ma sa che nel suo garage troverà sempre appunto un modello adatto all’esigenza del momento, oppure ne troverà uno in grado di ricoprire egregiamente molti ruoli, come Range Rover, ad esempio, ci insegna da pressoché 50 anni.

Edit by Gianluca Torini

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