Verona, uno dei grandi capolavori della penisola italiana. Pregna di storia, di architettura, di monumentalità…resa celebre e immortale dalla tragedia shakespeariana “Romeo e Giulietta”.

L’amore contrastato tra i due giovani eredi delle famiglie veronesi da sempre in lotta tra di loro, gli ormai più che noti Montecchi e Capuleti, sembra aver dato geograficamente i natali alla città di Verona.
La penna di William Shakespeare appare dunque come l’unica creatrice effettiva, non solo di Romeo e Giulietta e della loro intramontabile storia d’amore, ma anche di Verona. Una città abbozzata, scritta e portata alla vita dalle parole del maestro Shakespeare.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Lasciamoci condurre allora, in un viaggio “parlato”, raccontato, alla scoperta della meravigliosa Verona. Dalle mura di accesso alla città, ci dà immediatamente il benvenuto la sempre gioiosa, festosa ed energica Piazza Bra. Lungo il lato ovest di quest’ultima, ad incorniciare il crocevia di passanti e di turisti infiammati dalla sete di conoscenza e dalla smania di scoprire la magica Verona, si estende una fila ordinata, ma asimmetrica in altezza, di antichi palazzi che fanno ombra all’interminabile costellazione di bar e ristoranti tipici del territorio.

E lì, seduti ai tavoli sempre illuminati, di giorno dal riverbero del sole e di sera dalle eleganti luci artificiali dei lampioni; oppure comodamente abbandonati sulle panchine dei giardinetti pubblici della piazza, si finisce per ammirare estasiati, completamente senza fiato, quella che a mio avviso, tra tutte le meraviglie di Verona, è il suo diamante più luccicante: l’Arena.

E come poter descrivere l’Arena di Verona? È un capolavoro storico talmente inestimabile e prezioso, che le parole sfuggono dalla bocca. Le frasi non trovano la giusta articolazione nel cervello totalmente catalizzato dalla bellezza dell’Arena.

È come cercare di descrivere il tramonto o il sole, come forgiare le parole per elogiare la luminosità celeste della luna e delle stelle. L’Arena di Verona fa questo effetto: ti lascia a bocca asciutta, ad occhi spalancati e con un turbinio di emozioni nel cuore. Basta questa sensazione, oserei dire quasi onirica, paradisiaca, per comprendere quanto l’anfiteatro romano sia stupefacente.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Le secolari pietre che compongono gli armoniosi archi della facciata, ci parlano di storia. Trasudano di secoli e secoli di grande splendore e di inni alla grandezza dell’Impero Romano. “Cugina” dell’altrettanto noto Colosseo di Roma, l’Arena di Verona ci racconta degli spettacoli dei gladiatori, della brutalità dei combattimenti e della ostentata potenza di un Impero che tutto poteva e ha preteso, che tutto ha creato e ci ha lasciato in eredità nel corso della storia.

Ogni singolo arco dell’anfiteatro si apre verso l’interno della struttura che ospita un imperiale susseguirsi di massicci e imponenti gradini. Ciascuno di essi ci sussurra di un passato glorioso, lucente, ma altrettanto brutale. Ci ricorda di quell’inutile spreco di sangue versato di cui si è impregnato il suolo dell’Arena. Un palco che oggi, invece, brilla di luci e di colori, di musica e di balli, di passato e di presente fusi nella memoria senza tempo delle grandi opere liriche.

Non è una sorpresa, infatti, entrare nella maestosa ed elegante Arena e vederla colma delle impalcature, delle statue e delle scenografie della “Tosca”, di “Romeo e Giulietta”, de “La Traviata” o dell’ “Aida”. Assistere alla preparazione del palco per la messa in scena di un’opera lirica all’interno dell’Arena, è qualcosa di grandioso. Grandioso sì, perché non esiste altro modo per definire il connubio tra le meravigliose note di questi capolavori musicali, e la cornice di scaloni in pietra che si inerpicano in alto verso il cielo.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Una volta entrati nel silenzioso ma colossale anfiteatro di Verona, non lo si vorrebbe salutare mai più. Forse perché dire “arrivederci” a quel tripudio di scalinate, a quel glorioso cerchio di pietra che cade verso il centro di un palco spettacolare, ci sembra impossibile. Vorremmo che la pace e la catarsi di quel luogo ci entrasse nel cuore.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Ma per fortuna, Verona è colma di altre attrazioni e capolavori nei quali trovare conforto. Le piazze storiche e imperdibili della città, che si aprono proprio a ridosso dell’Arena snodandosi dietro l’anfiteatro, sono tra questi.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Prima tra tutte, Piazza delle Erbe con il folclore, il calore e la spontaneità del suo immancabile mercato, unito alla classe intramontabile dei monumenti storici che sopra vi troneggiano. Superando un ampio arco che si apre lateralmente in Piazza delle Erbe, e dal quale pende un grosso osso (forse la costola di una balena, oppure l’osso di un preistorico dinosauro marino)

Verona, la città che si imprime nel cuore

 

 

 

 

si giunge all’altrettanto affascinante Piazza dei Signori. D’inverno, durante il periodo natalizio, quando in onore della festività una grossa e luminescente stella cometa affianca l’Arena, la piazza si popola di bancarelle piene di dolci natalizi e di casette dei folletti in cui poter compilare e spedire la letterina a Babbo Natale. Un vero paradiso per i più piccini.

Verona, la città che si imprime nel cuore

Verona, la città che si imprime nel cuore

 

Ed è proseguendo lungo Piazza delle Erbe che, imboccando una viuzza trasversale, si giunge alla Casa di Giulietta. Un cancello in ferro battuto apre direttamente sulla strada e dà il benvenuto all’interno della casa. Proprio lei, l’abitazione con il familiare balcone in pietra dal quale Giulietta si affacciò per ascoltare le dolci parole d’amore di Romeo, che il poeta Shakespeare seppe rendere immortali.

Un corridoio completamente e totalmente tappezzato su entrambi i lati dalle effigi d’amore di tutti i turisti che sono passati dalla Casa di Giulietta, conduce al cortile interno della residenza. Qui, tra la folla che si accalca incessantemente, ecco apparire la statua della bella Giulietta dallo sguardo perso verso l’orizzonte, tipico degli occhi innamorati. La statua, con la quale ciascun visitatore ambisce a farsi immortalare mentre tocca il seno, ormai consumato, della povera Giulietta (si dice che porti fortuna), è circondata dalle solide mura della casa. Ovunque riempite di bigliettini e di lettere d’amore, addirittura incastrate nelle fessure tra le pietre, nonché di lucchetti che sigillano una promessa d’amore.

Verona, la città che si imprime nel cuore

La Casa di Giulietta non è solo un imperdibile sito turistico, ma è anche meta di tutti gli innamorati che qui, sotto il balcone che suggellò il celebre, sofferto ma eterno amore tra Romeo e Giulietta, chiedono di esaudire le loro preghiere d’amore.

Amore, arte, storia, musica e poesia. Tutto questo è Verona. Tutto questo rende la città italiana un gioiello incastonato nel nostro cuore.

 

Francesca Motta

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