Scrittrice di successo, finalista al premio bancarella 2017, e conduttrice radiofonica. Tutti i giorni la possiamo ascoltare in diretta grazie a radio RTL 102.5 Valeria Benatti, occhi vispi e sorriso sincero, nata a Verona ma trapiantata a  Milano. Una donna che esprime un forte amore del suo lavoro. Una vita fatta di grandi soddisfazioni ma anche di dolori che intrecciandosi tra di loro danno vita ad una comunicazione a volte ironica a volte toccante che disegna un vissuto improntato sulla voglia di aiutare chi non riesce con la propria voce ad esprimere il dolore interiore. Con lei la comunicazione attraversa strade differenti ma parallele come televisione, libri e radio. Tutte dal forte impatto verso il prossimo. La incontro per una “chiacchierata tra donne” in cui mi racconta il suo inizio in un mondo in continua evoluzione dove le parole diventano la parte più incisiva della comunicazione.

Maturità scientifica e dopo radio, cosa ti ha fatto capire che quella era la tua strada? 
In realtà è stata quasi una scelta scontata. A scuola avevamo una piccola emittente ed io ho iniziato li coniugando lo studio con il mio piccolo lavoro. Adesso c’è la web radio ma quando ho iniziato io, invece, il mondo dei network radiofonici era differente, per alcuni versi era più difficile.
Devo dire che quando capii che quella era la mia vera strada non feci un annuncio particolare ai miei genitori, semplicemente, continuai a lavorare nella radio. Come dire è stata un’evoluzione naturale.

Il primo libro “Kitchen in love”, come nasce l’amore per la cucina?
In realtà io sono un a persona con diverse passioni, tra queste la musica e la cucina. Quando è nato questo progetto per me è stato come un sogno che si realizzava.
Un libro, fatto come io l’avevo in testa, con persone a me care con le quali è un piacere stare insieme. Mi piace pensare che, all’interno di questo mio sogno realizzato, ci sia un mix di musica, cucina e libri. Il tutto dal gusto puramente italiano.

Una volta la televisione aveva un forte peso nelle decisioni delle persone sia di carattere pubblicitario sia politico. Con l’Avvento dei social media secondo te, Valeria, che posto hanno la radio e la televisione?
La radio è un mezzo più fresco e giovane rispetto ad altri.
Prendi RTL 102.5, è una radio con otto milioni di ascoltatori. Siamo in diretta ventiquattrore su ventiquattro. Abbiamo un’unica frequenza, ciò significa che in qualsiasi città tu sia devi solo trovare la frequenza 102.5.
Ad oggi, grazie a tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per comunicare, offriamo una diretta vera grazie anche agli ascoltatori che sono liberi di contattarci, per esprimere i loro pensieri, in qualsiasi momento. Il fatto poi che oggi ci sia la possibilità di ascoltare la radio anche in ufficio fa sì che, il mezzo radiofonico, diventi ancora più evoluto e dinamico.

“Love Toys”, un romanzo dedicato all’amore e poi “Gocce di veleno” con una trama  sfortunatamente molto attuale. Che cosa ha spinto Valeria dall’amore alla cronaca?
Devo dire che “love toys” nasce da un incontro casuale con una venditrice di sex toys. Lei una persona stupenda con un lavoro per alcuni versi particolare.
Gocce di veleno, invece, nasce da un’esperienza personale. In un certo qual modo, questo libro è un “Grazie” a tutti quelli che mi hanno dato la forza per venirne fuori. La trama nasce dall’osservazione di una realtà vissuta in prima persona. Racconta il dolore provato per lungo tempo. Parla di come si può cadere dentro un vortice che toglie “l’essere persona” lentamente e di come l’aiuto di un centro specializzato possa essere l’unica via per la salvezza della propria anima.
Adesso ho in programma un nuovo libro. Io ho sempre pensato di essere una persona fortunata, ho avuto tanto e in qualche modo ho sempre sentito il bisogno di ripagare per le cose belle che ho. Ho iniziato a frequentare un centro che accoglie bambini che hanno subito violenza. Lì, all’inizio con molta difficoltà emotiva, ho compreso ancora di più che in certi casi dare è molto più valido del ricevere.
La trama parlerà di un bambino che dopo un periodo in una comunità è accolto da una famiglia che gli regalerà un a nuova vita.

Il tuo lavoro è comunicazione; pubblicamente esprimi pensieri e opinioni, non hai mai paura che un tuo messaggio possa essere accolto in modo non corretto?
Sai, sento il bisogno di parlare di cose che spesso non sono reputate importanti oppure non sono considerate. Io comunico responsabilmente, considero quello che dico prima di dirlo. Sono nella posizione di aiutare chi ha bisogno di “avere più voce” per comunicare. Sono una persona solare ma vedo la realtà che ci circonda e sento il bisogno di comunicare, di parlare di come migliorare le cose.
A volte il problema non è andare in onda, anche se stai male, ma governare le proprie emozioni.
Sono tanti anni che faccio radio e non ho mai voluto fare battute poco rispettose, questo secondo me è un dovere etico. Forse è per questo che non ricevo messaggi di “odio”, cerco di stare sempre attenta a non offendere.

Edit by Mariangela Bonaparte • Photo by Alessandro Boscolo Agostini

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