Alle falde del Monte Cimino a Bomarzo in provincia di Viterbo esiste un luogo incantato e meraviglioso, tra il fiabesco e il mostruoso. Un Parco insolito e surreale, che va contro tutte le regole canoniche dell’architettura e che non ha nessuna caratteristica dei giardini all’italiana, abbracciate dalla vegetazione si alternano, apparentemente in modo casuale, sculture che rappresentano soggetti mitologici, animali esotici, mostri, draghi, e orchi.

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Attraversando il cancello sotto il blasone degli Orsini che introduce alla visione due Sfingi con sotto scritto: “Chi non prova stupore di fronte alle statue del parco di Bomarzo non potrà ammirare nemmeno le Sette Meraviglie del Mondo”. Il percorso inizia da un’elegante scalinata, dove gli invitati vengono accolti dalla statua di Proteo, vecchio genio del mare, con in testa un globo e un castello, di fronte al quale si trova il Mausoleo e la Lotta tra Giganti. Proseguendo lungo un vialetto che conduce alla grande Tartaruga che trasporta sul dorso la figura di una donna velata dal mantello e accanto si erge una testa di un mostro infernale. Proseguendo si giunge alla fontana di Pegaso, quindi le Tre Grazie e due piccoli leoni, al Piccolo Ninfeo, alla Fontana dei Delfini, per arrivare al Grande Ninfeo preceduto da una sontuosa scalinata, che conduce alla Platea dei Vasi, sul fondo Nettuno e sulla sinistra la spaventosa testa del mostro marino con le fauci orrendamente spalancate e la ninfa Dormiente. E poi Venere, l’Orco, un’enorme maschera con la bocca aperta, dove all’interno possiamo trovare un tavolo e sedute per un momento di ristoro. Ancora la Nuda Abbandonata, Echidna, Leoni e Furia Alata, Proserpina, le Sirene, il Tempietto, la statua di Cerbero fiancheggiata da una serie di Ghiande e Pigne e di Orsetti Araldici; vicino alla panca etrusca c’è un’iscrizione originale del parco che recita” Voi che pel mondo gite errando vaghi, di veder maraviglie alte et stupende, venite qua dove son faccie horrende, elefanti, leoni, orsi, orche et draghi”. In ultimo ci si addentra nella zona che ospita Plutone, il Drago, gli Orchi, i Vasi con Iscrizioni, l’Elefante, il Vaso Gigante, la Panca Etrusca, Cerere, la Casa Pendente e il Tempio.

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Tornando verso l’ingresso possiamo ancora ammirare le statue del Giano Bifronte e della Triplice Ecate. Il percorso si conclude con una enorme Maschera demoniaca sormontata da un globo con un castello simbolo araldico del ramo orsiniano cui apparteneva Vicino Orsini di Castello.

Il parco fu realizzato nel 1552 dall’architetto Pirro Ligorio, su commissione del principe Pier Francesco Orsini,  alla sua morte il parco rimase abbandonato a se stesso fino a metà del XX secolo quando la famiglia Bettini acquisì i 3 ettari di foresta con tutte le sue sculture in basalto (si pensa realizzate da Simone Moschino) e la Casa Pendente, piccola costruzione che si erge su un masso inclinato (da qui la pendenza, la curiosità più sorprendente è che all’interno gli arredi sono pendenti in senso opposto rispetto all’esterno). L’attuale disposizione del Parco è sicuramente quella originale, salvo alcuni casi documentati, e che molte delle sculture non siano più quelle del XVI secolo, si pensa che sia stato progettato come un labirinto e  come percorso iniziatico.

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Susanne Capolongo

 

INFORMAZIONI UTILI

Parco dei Mostri di Bomarzo,

loc Giardino, 01020 Bomarzo

 

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