Una delle perle di inestimabile valore della nostra Lombardia è, senza ombra di dubbio, la bellissima città rinascimentale di Mantova.

 

Palazzo Te con i suoi giardini e le sue stanze…tutto da scoprire

E se la vostra scelta è caduta proprio su questa “chicca” italiana, tappa irrinunciabile della città, forse addirittura la prima che merita di essere visitata a tutti i costi, è Palazzo Te.
Circondato e introdotto agli occhi del visitatore dall’immenso parco comunale che è un tripudio di verde, di distese di prato a perdifiato e di alberi secolari dalle fronde rigogliose. Luogo di incontro della vita di tutti i giorni dei cittadini mantovani, qui i bambini si dondolano felici sull’altalena e sorridono ai genitori che non li perdono di vista, seduti sulle invitanti panchine del parco, ai bordi dell’area giochi. Qui i nonni seguono con occhi vigili i nipotini mentre compiono i loro primi “passi” con la bicicletta.
Scenari di vita assolutamente quotidiana, alle cui spalle si staglia maestoso in tutta la sua regale immensità, proprio Palazzo Te.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

Un sistema di archi, colonne e capitelli incassati in una solenne struttura in solida pietra, forma il perimetro di un quadrato. Sì, ma un quadrato enorme al cui interno, proprio al centro della struttura del palazzo, è custodito un armonioso giardino, anch’esso enormemente esteso e ricco di inaspettate meraviglie ad ogni angolo.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

L’entrata principale di Palazzo Te è una piacevole sorpresa che appaga l’occhio e che stordisce l’anima con la sua bellezza. Una sorta di tempio antico sorretto da un susseguirsi di volte sostenute da coppie di colonne che si alternano, qua e là, con balconcini in fresca pietra bianca. Questi ultimi offrono al turista una visuale fiabesca, direttamente dagli spazi interni del palazzo, sul giardino.
E anche da qui si può notare una piccola interruzione nel susseguirsi di colonne ed archi, che conduce al cosiddetto Giardino Segreto. Un giardino in miniatura ricavato dal più immenso giardino “padronale”, accuratamente ornato da aiuole e da piccoli labirinti intagliati nelle verdi siepi, il cui sfociare all’esterno conduce direttamente a una esigua cappella letteralmente scavata nella roccia. Un vero e proprio segreto del palazzo che merita, senza dubbio, di essere scoperto e goduto.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

Lo sguardo del visitatore, già abbastanza stordito da tutta questa ammaliante bellezza, vaga fino ai limiti più estremi del perimetro del palazzo che si conclude con un colonnato imponente e massiccio di caratteristica pietra dalla tinta cremisi a ricordare, l’impressione è quella, un antico anfiteatro romano.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

Gli interni di Palazzo Te non sono certo da meno, anch’essi sorprendenti e meravigliosi come la struttura esterna che li custodisce. Tra l’intricato labirinto di sale e saloni che ci si trova a percorrere, ognuno con la propria distintiva e inimitabile bellezza, restano sicuramente impresse nella memoria due sale. La Sala dei Cavalli, l’originaria sala da ballo del palazzo, utilizzata per regali ed eleganti ricevimenti di corte, si distingue, come il nome stesso ci suggerisce, per gli affreschi che circondano tutte e quattro le pareti della stanza. Cavalli, cavalli ovunque. Dettagliatamente riprodotti in tutte le loro fisionomiche peculiarità. Sono i cavalli prediletti dei Gonzaga, alcuni per il colore vivido e ammaliante del manto, altri per le loro doti di “corridori”, altri ancora per la loro innata eleganza e portamento, ma tutti comunque con un valore particolarmente affettivo per i duchi. Ma l’aspetto che sicuramente resterà impresso nelle memoria di tutti i visitatori della sala, è il singolare effetto speciale dei loro occhi: sì, perchè proprio come la Gioconda di Leonardo, questi cavalli ti seguono con lo sguardo ovunque tu vada, in qualsiasi punto della stanza tu ti disponga. Il loro sguardo fisso su di te è una costante. Una vera e propria chicca del palazzo chiaramente nata dalla maestria della tecnica pittorica del suo inventore.

L’altra, indimenticabile, è la Sala dei Giganti, così nominata proprio in onore dell’enorme affresco Caduta dei Giganti che riempie e avvolge l’intera stanza. Un tripudio di tensione e di clamore, è questa la sensazione che si prova nell’osservare lo sguardo severo e incorruttibile di Zeus che caccia i Giganti durante il loro tentativo di ascesa all’Olimpo. Non è una vera e propria cacciata, quanto piuttosto e letteralmente una caduta. I Giganti, infatti, pur nella loro colossale mole, franano pericolosamente dalle rocce che conducono alla irta ed eterea montagna dell’Olimpo. E a noi sembra proprio di essere lì con loro, a franare sotto lo sguardo vendicativo del padre degli dèi, mentre le pietre ci schiacciano e ci ricordano la nostra colpa, la colpa dei Giganti, ovvero quella di avere troppo osato, di avere ambito e preteso un posto al quale possiamo, in realtà, soltanto guardare dal basso.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

 

Visita al centro storico di Mantova…

Finisce così, nello stupore e nella meraviglia, la visita a Palazzo Te. Ma non finisce qui il tour della città. No, perchè ad ammaliare gli occhi dei turisti resta ancora la sontuosa Piazza delle Erbe nel centro storico di Mantova. Con la magnifica Rotonda di San Lorenzo che, con la sua tipica e del tutto caratteristica pianta circolare, attrae immediatamente l’attenzione e gli occhi di tutti i passanti. Bellissima e unica nel suo genere sia dentro che fuori, la Rotonda sembra un pozzo scavato direttamente nella roccia e inerpicatosi fino alla luce del sole. Un pozzo che, però, all’interno delle sue mura aperte in volte armoniose, ospita la sacralità di una discreta e rustica chiesetta.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

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Adiacente a quest’ultima, svetta sulla piazza la Torre dell’Orologio. Al suo interno, percorrendo gli scalini che la attraversano ad elica, si compie un affascinante viaggio nel mondo dell’orologio, dalle sue prime rudimentali sperimentazioni fino ad arrivare ai meccanismi interni più complessi. E arrivati in cima la vista che si apre davanti ai nostri occhi è molto più che appagante, è una finestra sull’artisticità di Mantova, una veduta dall’alto della sua bellezza. Un excursur tra le tegole dei tetti dei palazzi più antichi, tra le guglie delle chiese, fino alla cupola della Basilica di Sant’Andrea e, se si spinge lo sguardo leggermente oltre, agli imponenti torrioni del castello. Insomma, la Torre è una tappa assolutamente imperdibile della visita alla città.

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Un castello da fiaba

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Il Palazzo Ducale, ospitante la celebre Camera degli Sposi, troneggia su Piazza delle Erbe, e confina nella parte posteriore con il magnifico Castello di San Giorgio. Quest’ultimo con la sua imponente struttura dalla quale svettano le classiche solenni torri, e il fossato che ne circonda l’intero perimetro, sembra uscito direttamente dalla leggenda di Re Artù. Da un momento all’altro ti sembra quasi di veder spuntare un cavaliere in armatura che galoppa fiero ed elegante in sella al suo destriero, mentre una nobildonna si affaccia da una delle massicce torri e sventola il suo fazzoletto immacolato in segno di saluto.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

Ma all’interno del suo cortile racchiuso tra le mura lo spettacolo è, se possibile, ancora più sorprendente: è come trovarsi di fronte a un quadro raffigurante nella parte inferiore il classico sistema di colonnati, volte e capitelli riccamente e anticamente conservato, che lascia il posto, invece, nella parte superiore ai palazzi più recenti, ma di una tintura vecchia, sbiadita…come se delle gocce d’acqua avessero macchiato il dipinto scolorendone e “mangiandone” le pennellate. In quel cortile attorniato da mura fiabesche, si ha la sensazione che il vecchio voglia a tutti i costi intaccare il nuovo e prevaricarlo.

Turisti per caso…nell’incantevole Mantova

D’altronde la bellezza senza tempo di Mantova è proprio questa: un passato cristallizzato in ogni singolo mattone delle sue meravigliose creazioni, che restano nel presente. Perfettamente inserite nel contesto della città che si evolve, ma che conserva e mantiene i fasti di un importante passato.

Francesca Motta

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