Si racconta che un giorno del 1815, nella Manifattura tabacchi di Firenze, una partita di tabacco lasciata a essiccare al sole estivo, venne bagnata da un violento acquazzone. Con tutto quel tabacco si decise di produrre dei sigari economici da vendere al popolo di Firenze. Fu subito un grande successo. L’acqua infatti fece fermentare il tabacco dandogli un gusto del tutto “nuovo”. Nasce così la leggenda del sigaro Toscano che dal 1818 entrò regolarmente in produzione, grazie all’autorizzazione di Ferdinando III e venne inaugurata la manifattura di Sant’Orsola a Firenze (un ex convento), dove il sigaro fu prodotto industrialmente in larga scala. Nato quindi agli inizi dell’800, con i suoi 200 anni di storia il sigaro Toscano si lega indissolubilmente al percorso e all’evoluzione della storia italiana. Un elemento della cultura, dello stile e della creatività della grande industria manifatturiera italiana, un simbolo dello stile di vita italiano. Nelle manifatture fiorentine le donne non furono subito impiegate. Solo dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, le donne affluiranno in misura crescente alla manifattura. Le sigaraie erano delle lavoratrici a cottimo, ossia venivano pagate in proporzione ai sigari confezionati. Da un regolamento del 1860 si apprende che l’età richiesta per l’ammissione alla fabbrica era, per le donne, dai 14 ai 20 anni e l’orario di lavoro era stabilito di volta in volta dalla direzione secondo le esigenze. Nel 1885 i sigari Toscano sono fumati in ogni parte d’Italia, la domanda cresce e per soddisfare la grande richiesta, la produzione viene estesa nelle fabbriche di Sestri Ponente, Modena e Chiaravalle. Tra il 1880 e il 1890 la popolarità del sigaro Toscano raggiunge uno dei suoi picchi più alti: numerosi e autorevoli personaggi dell’epoca non facevano mistero della loro passione per il sigaro fermentato e questo contribuì ad allargare ulteriormente il pubblico dei consumatori: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Pietro Mascagni erano tutti fumatori, ma soprattutto grandi estimatori, del sigaro Toscano. Fino all’11 Maggio 1927, nei listini era chiamato in forma anonima con il nome di “sigaro fermentato”. Nel 1927 gli fù ufficialmente dato un nuovo nome: “Sigaro Toscano”. Il sigaro fermentato assunse ufficialmente la denominazione di sigaro «Toscano» con Decreto Regio l’11 maggio del 1927: quell’anno la Direzione Generale delle Privative venne trasformata nell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (R.D.L. 2258 del 8-12-1927). Nel 2006 il sigaro Toscano, dopo vari passaggi societari torna ad essere un marchio completamente italiano, grazie all’acquisizione da parte del Gruppo Industriale Maccaferri (guidato dall’omonima famiglia bolognese) della divisione sigaro Toscano da parte di BAT, che nel frattempo aveva deciso di concentrare la produzione sulle sigarette: nasce così Manifatture Sigaro Toscano SpA. Oggi MST è una realtà custode di tradizioni antiche e di un marchio storico come il sigaro Toscano, profondamente radicata nella storia e nel territorio italiano. Manifatture Sigaro Toscano é l’erede di duecento anni di eccellenza italiana, depositaria di un marchio che fa storia a sé. Una realtà che si rinnova ogni giorno e trova nel passato le basi per proiettarsi nel futuro. Nelle Manifatture di Lucca e Cava de’ Tirreni, Manifatture Sigaro Toscano produce una gamma di sigari di qualità per tutte le tipologie di pubblico, destinati al mercato nazionale e all’estero.

Sigaro TOSCANO® a mano: il Toscano Originale, il Toscano Originale Selected, Il Toscano Originale Millennium, il Toscano del Presidente e il Moro. Sigaro TOSCANO® tradizionale: il Toscano Antica Tradizione, il Toscano Antica Riserva, il Toscano A.D. 1492 l’Antico Toscano, il Toscano Classico, il Toscano Extravecchio e il Toscano Granduca di Toscana Cosimo I. Sigaro TOSCANO® linea d’autore: il Garibaldi, il Soldati, il Modigliani. Sigaro TOSCANO® ammezzato: il Toscanello, il Toscanello Speciale, il Toscanello Scelto, l’Ammezzato Garibaldi, i Toscanello aromatizzati al Caffè, Grappa, Anice, Fondente e Vaniglia.

E a Settembre ci saranno novità per gli amanti del fatto a mano, con un nuovo sigaro creato per l’occasione. Il sigaro Toscano è un esempio di artigianalità italiana, un sigaro unico perché usa solo tabacco kentucky, ha un gusto pieno grazie alla particolare tecnica di fermentazione, ha lunghi periodi di stagionatura e una forma irregolare tronco-conica. Da 200 anni stesso tabacco, stessa ricetta, stessa lavorazione da parte delle sigaraie, che è possibile vedere dal vivo nella Manifattura di Lucca. Per quasi 130 anni, a partire dal 1818, la fabbricazione del sigaro si è svolta principalmente a Firenze, ma negli anni successivi al periodo post-bellico, lo “stortignaccolo” ha lasciato definitivamente il capoluogo toscano per trasferire la sua produzione nelle Manifatture di Lucca e Cava dei Tirreni. La supervisione della filiera produttiva è al primo posto negli impegni di MST: una scelta a difesa del proprio prodotto, del rispetto del territorio, della qualità del lavoro e della tutela di tutte le persone che partecipano al processo di produzione. Quella del sigaro Toscano è l’unica filiera tabacchicola interamente italiana, con circa 250 tabacchicoltori concentrati in Valdichiana, Valtiberina, Lazio, Campania e Veneto, 1.800 addetti, un centro di ricevimento, perizia e sviluppo tabacco (Foiano della Chiana) e 2 manifatture (Lucca e Cava dei Tirreni). Il tabacco viene anche acquistato laddove ebbe origine, in America (Kentucky e Tennessee). C’è un’Italia che merita di essere conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: è l’Italia della cultura, delle tradizioni rinnovate nel tempo. E’ l’Italia dentro ogni sigaro Toscano, fiero interprete del Made in Italy di qualità che MST vuole esportare nel mondo, certa com’è dell’unicità di questo prodotto e dei valori che sa trasmettere anche fuori dai confini nazionali.

Edit by Nicola di Nunzio

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