Laureata in storia dell’arte medievale a Padova, con un dottorato di ricerca e autrice di un saggio importante e di alcuni articoli sull’architettura del medesimo periodo storico, Monica Merotto è oggi una donna che diversi anni fa ha deciso di dedicarsi ad un settore per il quale ha sempre avuto una grande passione. Monica segue le aziende agricole di famiglia, con un particolare interesse per il l’allevamento di bovini di razza Limousine, selezionati per la riproduzione seguendo linee genetiche di pregio, ma non solo. La sua attività agricola si svolge sia in maniera convenzionale con la produzione di vino e olio e cereali sia seguendo quella biodinamica con le colture di farro e marroni IGP di alta qualità. E’ sposata e con un figlio.

Farro Perlato Bio

Farro Perlato Bio

Come è nata l’idea di creare in questo borgo un luogo dove far star bene le persone? Il borgo sorge su una sorta di altipiano a cui si giunge percorrendo la vecchia statale che da Imola conduce a Firenze, stretta tra colline e calanchi attraversati dal fiume Santerno; per raggiungere l’azienda ci si inerpica lungo uno stradello giunti alla fine del quale si apre come d’incanto una immensa vallata dai colori cangianti in ogni stagione. Per chi abituato a paesaggi cittadini e antropizzati, questa veduta d’insieme rappresenta qualcosa di veramente straordinario ed unico, in cui i suoni e le ambientazioni posseggono un quid assolutamente magico. Pur trattandosi di un territorio difficile e abbandonato ne ho intuito immediatamente le grandi potenzialità e con moltissima pazienza e dedizione ne ho ripristinato la viabilità, ripulito i pascoli, riordinato i castagneti secolari, rimesso in sicurezza gran parte dei fabbricati ivi esistenti, altri invece restaurati in toto secondo i criteri tipologici e costruttivi del luogo, senza alterarne le caratteristiche architettoniche. Devo confessare che la volontà di creare qui un luogo dove le persone possano ritrovare sé stesse, in armonia e tranquillità, mi è giunta anche attraverso la conoscenza degli abitanti incontrati nel paesino del luogo: le loro testimonianze di vita passata difficile, ma intensa, le antiche leggende locali, le meravigliose ricette di cibi poveri preparati sempre con attenzione e semplicità, mi hanno trasmesso il forte desiderio di ridare vita all’intero territorio e far conoscere al mondo intero un angolo spazio-temporale pervaso da magiche atmosfere assolutamente da assaporare e condividere.

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Oltre al luogo ci sono i prodotti, ci racconti un po’ cosa fate qui? In verità l’azienda oltre all’allevamento di bovini di qualità, sia da un punto di vista genetico sia morfologico, produce del farro di straordinaria eccellenza, marroni IGP dolcissimi, molto richiesti dal mercato non soltanto nazionale, e dell’ottimo miele; altresì ho creato un piccolo borgo destinato ad uso agrituristico, riutilizzando una parte delle antiche case coloniche esistenti. Torre delle Rose è un luogo eccezionale per ripristinare un corretto rapporto con la natura, infatti, grazie alla nostra sistemazione di strade e sentieri, vi è la possibilità di percorrere a piedi chilometri e chilometri magari facendo nordic walking o a cavallo coi nostri frisoni, o in mountain bike. Un’attività assolutamente da provare è la caccia fotografica agli animali selvatici che popolano questa zona e che fanno, per così dire, compagnia nei pascoli alle nostre Limousine durante i mesi estivi; chi fosse poi appassionato di astronomia qui può trovare un cielo punteggiato da migliaia di magnifiche stelle grazie al bassissimo inquinamento luminoso. Oltre ad essere vicini a Firenze, vi è anche la possibilità di visitare i moltissimi paesini limitrofi come Firenzuola, Marradi, ridente cittadina che diede i natali a Dino Campana, Bordignano, con la sua pieve romanica, la badia di San Pietro a Moscheta (XI sec.), Caburaccia, Covigliaio, Pietramala etc, insomma escursionismo a 360°! A breve vi sarà realizzata una piscina con un’attrezzata area fitness che, assieme a corsi di yoga, di pilates e di cucina, renderanno ancor più gradevole il soggiorno. Secondo me, inoltre, in questo luogo vi è una forte corrispondenza tra paesaggio e arte, grazie alle emozionanti vibrazioni che ci assalgono quando si giunge quassù: rapita dal fascino che scaturisce da ogni singolo angolo e visuale del posto, non ho potuto non pensare di creare qualcosa che fosse correlato con un’attività artistico-culturale, invitando ogni anno artisti e poeti diversi ad esporre le loro opere nei casali; insomma una sorta di galleria d’arte non solo interna, ma anche a cielo aperto!

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Il recupero delle costruzioni immagino sia ancora lungo, ma, secondo te, qual è il punto di arrivo cioè come vedi Torre delle Rose tra 20 anni? Per quanto riguarda il futuro di questa mia azienda, vedo un grande impegno che continuerà ancora per molti anni, un’azienda agricola di queste dimensioni sarà sempre un grande work in progress, ne sono assolutamente convinta e pertanto continuerò a preservare tale sito per mantenere questa sua bellezza selvaggia e incontaminata dallo sfruttamento del territorio, dal consumo del suolo, sistemando i boschi e i sentieri, al fine di consentire a chiunque di fruire di un paesaggio incantevole e unico nel suo genere. Spero poi che in questi 20 anni, poco più poco meno, questo territorio diventi davvero un importante riferimento per artisti di tutto il mondo, i quali, attraverso le loro opere, possano esaltare le bellezze naturali dell’Alto Mugello, restituendo anche ai popoli che abitarono e che ancora vivono in questa zona ciò che da sempre è a loro appartenuto. A questo proposito vorrei aggiungere una nota assolutamente personale, ma utile per far capire ulteriormente quali sono i sentimenti che quel luogo mi ha trasmesso. Coloro che durante questi anni ho avuto la fortuna di conoscere lassù sono persone straordinarie per la loro essenza pura, vera, per la vita semplice che è la loro ricchezza, non tanto materiale, quanto umana. Essi sono gli ultimi detentori di una storia piena di vita vissuta per davvero, aiutandosi a vicenda, morendosi accanto e lavorando per continuare! Poche persone hanno la fortuna, ed io mi ritengo tra queste, di conoscere gente così, nella mia vita mi ritengo una privilegiata per molte ragioni e tra le più importanti vi è proprio quella di amare la semplicità e il rispetto reverenziale delle persone che appartengono al mondo contadino, perché ritengo che solo loro conoscano il vero significato della fatica di vivere, ma anche e soprattutto della felicità. La mia ambizione più grande per questo luogo è che anche altre persone possano condividere con me questo mondo lontano, ancora puro, reale, concreto, fatto di uomini e non di mera superficialità.

By Matteo Tornielli

 

Monica Merotto graduated in history of medieval art in Padua, with a research doctorate, and is author of an important essay and of some articles on the architecture of the same historical period. She is now a woman who, several years ago, decided to engage in a sector for which she always had a great passion. Monica manages the family farms, with a particular interest in the breeding of Limousine breed cattle, which are selected for reproduction by following important genetic lines, and not only. Her agricultural activity is carried out in a conventional way, with the production of wine, oil and cereals, as well as in the biodynamic method with with high quality IGP spelt and chestnut. She is married and has a son.

How did you get to the idea of creating a place in this village where you can make people feel good? The village is located on a sort of plateau that can be reached from the old state road that leads from Imola to Florence, sided by hills and eroded rocks crossed by the river Santerno. You can reach the farm by climbing along a road at the end of which an enchanting valley of varying seasonal colors appears. If you are accustomed to urban and anthropic landscapes, this overall view is something truly extraordinary and unique, where sounds and settings possess an absolutely magical quid. Though it is a difficult and abandoned territory, I immediately sensed the great potential and, with great patience and dedication I have restored the roadway, cleaned pastures, reorganized secular chestnut trees, restored and made safe most of the existing buildings. I have fully renovated other buildings according to the typological and construction criteria of the area, without altering the architectural features. I must confess that the will to create a place where people can find themselves in harmony and tranquility has also come to me through the acquaintance of the inhabitants I met in the village. Their testimonies of difficult but intense past life, the ancient local legends, the wonderful recipes of peasant food always prepared with care and simplicity, imparted me the strong desire to bring life to the whole territory and to offer to the whole world a space-time corner pervaded by magical atmospheres, absolutely to be enjoyed and shared.

Besides the place there are the products…. Indeed, besides the quality of cattle breeding, both genetically and morphologically, the company produces extraordinary spelt, delicious IGP chestnut, which are highly sought after by the national and international market, and excellent honey. I also created a small hamlet used for farm holidays, reusing some of the existing ancient colonial houses. Torre delle Rose is an exceptional place to restore a good relationship with nature, in fact, thanks to our accommodation of roads and paths, there is the possibility to walk kilometers and miles. You can do Nordic walking or ride our Frisian horses or a mountain bike. An activity that you definitely need to try is the photographic hunt for the wildlife that populates this area and that keep company to our Limousines in the pastures during the summer months. If you are passionate about astronomy, here can find a sky dotted with thousands of magnificent stars thanks to the very low light pollution. In addition to being close to Florence, there is also the opportunity to visit the many neighboring villages such as Firenzuola, Marradi, the charming town where Dino Campana was born, Bordignano, with its Romanesque church, the abbey of San Pietro a Moscheta (XI century), Caburaccia, Covigliaio, Pietramala etc, in short 360° hiking!Shortly there will be a swimming pool with a well-equipped fitness area which, together with yoga, pilates and gourmet courses, will make your stay even more enjoyable. In my opinion, in this place there is a strong correlation between landscape and art, thanks to the exciting vibrations you perceive you when you are up here: captivated by the charm that springs from every corner and view of the place, I could not help thinking about creating something which was related to an artistic and cultural activity inviting artists and poets every year to exhibit their works in the spaces inside the farmhouses; in short, it is a sort of inside and open-air art gallery!

I imagine the recovery of buildings I imagine might still take a while, but what do you think is the point of arrival? How do you see Torre delle Rose in 20 years? As for the future of my company, I see a great commitment that will continue for many years. A farm of this size will always be an important work in progress, I am absolutely convinced. Therefore I will continue to preserve this site to maintain its wild beauty, uncontaminated by the exploitation of the land and the consumption of the soil. I will keep arranging forests and paths, in order to allow anyone to enjoy a unique landscape. I hope that in these 20 years this territory will really become an important reference for artists from all over the world, who can enhance the natural beauty of the Tuscan Alto Mugello through their art, also returning to the peoples who lived and who still live in this area what has always been theirs. In this regard, I would like to add a very personal note, but it is useful to further understand the feelings that the place passed down to me. Those who I have been fortunate enough to meet up there over these years are extraordinary people for their pure, true essence, for the simple life that is their wealth, not material but human. They are the last holders of a story full of real life, helping each other, dying next to each other and working to continue! Few people have the good fortune, and I think I am among them, to get to know people like this. In my life I find myself privileged for many reasons, and among the most important is to love simplicity and the respect of the people who belong to the peasant world, because I believe that only they know the true meaning of the fatigue of life but also, and above all, of happiness. My greatest ambition for this place is that other people can share with me this distant world, still pure, real, concrete, made of men and women and not of mere superficiality.

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