Malgrado le previsioni, Tesla si appresta a festeggiare i 15 anni di vita. L’azienda Californiana nasce nel luglio del 2003 con Martin Eberharde Marc Tarpenning. Un’azienda che potrebbe portare benissimo il nome del suo CEO più importante, non è stata da esso fondata: infatti Tesla vede l’approdo di Musk nel primo giro di investimenti l’anno successivo, nel 2004.
Tesla è nata sulla spinta di quella che per l’industria auto sarà una costante in tema di veicoli elettrici in questi 15 anni: preparare dei veicoli talmente rivoluzionari da averne essa stessa una paura atavica, come l’uomo subito dopo aver scoperto il fuoco, girandoci intorno, esaltati per la scoperta ma al tempo stessi gelosi che questa possa essere “rubata dalla concorrenza”: anche se l’auto elettrica è stata inventata prima di quella a scoppio, è solo da una dozzina d’anni che la tecnologia può dirsi matura per il mercato di massa ed ogni costruttore detiene un pezzetto di tecnologia pronta per il mercato.
L’approccio di Musk al suo arrivo è invece completamente diverso rispetto ai classici costruttori: condividere la tecnologia di sviluppo (Tesla elettrifica prima la Smart per conto di Mercedes, poi la gloriosa Toyota RAV 4 per il solo mercato Californiano), aprire i brevetti alla libera consultazione o addirittura rimuovere i vincoli sui propri componenti in un’ottica aziendale volta ad essere i primi della classe a cui gli altri “compreranno” i compiti. Grazie a questo approccio aziende leader mondiali come Panasonic decidono di investire nell’azienda know how e capitali, si avvicinano a Fremont e studiano insieme quello che diventerà il pacco batterie più importante e sofisticato al mondo, rubando la scena anche ai più grandi costruttori mondiali di celle al litio, i cinesi della BYD, anche perché elettrificare un’auto bella paga molto più di milioni di avvisatori che hanno il tuo pacco batterie.
Anche se partnership e risultati sono sempre più incoraggianti, la strada è dura quando entri in un mondo chiuso e tradizionalista come quello dell’Automotive (secondo solo come tradizione e scarsa innovazione a quello guarda caso del petrolio): l’automotive in oltre cento anni ha innovato tutto, sia chiaro, ma mai il principio con il quale il suo cuore genera energia, ovvero attra-verso la combustione Tesla entra in questo difficile settore a gamba tesa, elettrificando una Lotus Elise e bussando alla casa di facoltosi ed eccentrici clienti, chiedendo di credere sulla parola ad un sogno elettrico: Musk affermerà poi riferendosi alla Roadster che “costruire un’auto da zero sarebbe stato molto più semplice che non partire da una vettura di serie”, eppure la formula funziona e la Roadster oggi è diventato un culto, un’auto da collezione ricercatissima ed ambita, veicolo sportivo capace di dare la spinta giusta all’azienda che porta il nome del serbo Nikola Tesla, un’auto finita in gloria con la partenza per Marte della prima Tesla Roadster appartenuta a Elon stesso: il genio supera i confini dei nerd e dei FanBoy e con il budget marketing minimo (e personale) di Elon Musk, riesce a raggiunge anche la famosa sciura Maria, che sa benissimo che la prima auto spedita in orbita spaziale è elettrica.

Ed è una Tesla. Tesla vende i suoi prodotti quando ancora sono solo concept e keynote: Model S, Model X, Model 3, Tesla Power Roof (le tegole fotovoltaiche) Tesla PowerWall, Power-Pack (forse il prodotto più venduto di Tesla), Tesla Semi e TeslaModel Y: prodotti variegati tutti intorno all’unico concetto che è quello dell’energia.
Capolavori ingegneristici e di stile, in grado di alimentare continuamente non solo le case con il fotovoltaico, ma sopratutto il mito ed il desiderio di possedere qualcosa creato dal genio che si ribella al petrolio, fomentando al contempo le antipatie di clienti, giornalisti, fornitori e concorrenti ma sapendo anche raccogliere simpatie e soldi dagli investitori, promesse dai politici e ordini da grandi aziende. In questi numeri analizzeremo aspetti poco trattati e spesso sconosciuti di un’azienda che riflette appeno il carattere del suo guru: analizzeremo prodotti e visione, genio e sregolatezza e lo faremo in modo diretto grazie a chi l’azienda non la vive da manager o dipendente, ma da proprietario, appassionato e tecnico. Insieme a chi i prodotti “li vive” sulla propria pelle tutti i giorni per passione e per lavoro, fondando pochi anni dopo Tesla una delle Associazioni per la Mobilità Elettrica più importanti d’Italia e co-fondando uno dei Club ufficiali più attivi a livello mondiale, capace in meno di un anno di fare un record mondiale in Tesla, un Rally elettrico e…e tante cose che scopriremo strada facendo.

Edit by Daniele Invernizzi

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