SPINECHILE

La magia dei sensi

Un luogo remoto dove non puoi capitare per caso, devi voler andare.

Questo è Spinechile la nuova sfida di Corrado Fasolato e della moglie Paola.

Dopo 25 anni di esperienze fatte in Italia e all’estero, soddisfazioni e riconoscimenti come tre forchette sulla guida del Gambero Rosso e due stelle Michelin, ricomincia proprio dall’orto di casa sua, proponendo coi suoi prodotti, tutto se stesso su ogni suo piatto.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrarli e poter fare due chiacchiere sia con Paola che con Corrado, prima di sederci a tavola ed assaporare con tutti i sensi la magia cha hanno saputo creare.

 

Paola, arrivando qui ci si accorge che questo non è solo un ristorante, è la vostra vita. Una scommessa incredibile…

La scommessa c’è come poteva esserci in centro città a Vicenza, Milano o in qualsiasi altro posto, la scommessa e il rischio ci sono sempre e ovunque.

Qui abbiamo coniugato una scelta di vita con un lavoro: vivere in un luogo così è appagante al cento per cento e lavorarci tutto il giorno devo dire che è proprio il massimo!

 

In questo lavoro è faticoso distinguere tra passione e tecnica, immagino che qui sia ancora più difficile.

Qui di business ce n’é gran poco come vede!

Con 12 coperti è quasi una casa la nostra, in cui ospitiamo i clienti che poi diventano ospiti-amici! A volte portano la vaschetta di gelato perché dicono che venire qui è come andare a casa di amici, come sentirsi a casa!

 

Il ristorante è aperto da 5 anni, prima dove eravate?

Prima eravamo a Venezia al Met, siamo stati lì 7 anni all’hotel Metropole, avevamo una bella squadra numerosa e importante.

Anche lì è stata una bella scommessa, eravamo all’interno di un hotel 5 stelle e dopo 9 mesi abbiamo preso la prima stella Michelin. Siamo stati i primi in un hotel, a Venezia. Dopo 4 anni abbiamo preso la seconda stella e quella è stata una scommessa ancora più grande perchè non eravamo preparati a ricevere un tale riconoscimento.

 

Fare il salto da Venezia a qui, è stata una scelta di vita più che una scelta di location?

Si è stata una scelta di vita, Venezia ci ha dato tantissimo a livello di esperienze ma allo stesso tempo ci ha anche un pò prosciugato. Abbiamo dato anima e corpo, eravamo sempre al lavoro con tanta gente, un pubblico internazionale impegnativo e difficile; dopo Venezia solo questo nuovo progetto poteva darci di nuovo la giusta carica!

 

Come si riversa nei piatti questa vostra passione?

Bè qui devo dire che mio marito si è rigenerato, era molto stanco dopo Venezia e qui ha ricaricato le pile, va in mezzo al bosco a prendere le erbette, sparisce per andare a prendere i germogli, è riuscito a creare un tutt’uno con quello che è l’esterno e la sua cucina. Raccoglie molto dal territorio pur rimanendo sempre un creativo e un fantasioso; non è tutto a km zero ma utilizza moltissimo ciò che offre il luogo: lo zafferano, il tartufo, i funghi…

 

C’è un sogno che ancora non avete realizzato?

Io mi sento realizzata al cento per cento ma c’è da dire che non siamo mai fermi con la mente, siamo sempre in movimento! Ovviamente ogni cosa richiede i giusti investimenti e farli in questo contesto non è cosa da poco, come le dicevo con 12/14 coperti non si diventa ricchi, al massimo si riesce a vivere serenamente! C’è sicuramente il progetto di realizzare 3 chalet in mezzo al bosco, per completare quello che è il resort. E’ un progetto fermo però da 4 anni, vuoi per la burocrazia e vuoi perchè siamo veramente molto presi da quello che facciamo quotidianamente. Il giorno che avremo i permessi per costruire, io e mio marito ci fermeremo un pò a goderci appieno il nostro sogno completamente realizzato.

 

Passiamo a Corrado che esce eccezionalmente dalla sua cucina per scambiare due parole… Dietro un posto del genere si nota una cura del dettaglio incredibile, una volontà ed una passione. Come si rispecchia tutto questo nei suoi piatti?

Si la creatività ce l’ho sempre avuta solo che qui forse la sperimento più su me stesso e sul territorio che sento più mio.

La creatività è bella nella tecnica e negli azzardi di gusti ma è ancora più bella quando i gusti si trovano ad esempio nei legni, nei germogli, in qualcosa intorno a te che cerco di mettere nel piatto, valorizzando cose mai pensate che vengono fuori a forza di sperimentazioni.

 

Avete realizzato un sogno importante, in che modo il sogno può crescere?

Il sogno è al cinquanta per cento perchè volevamo creare delle camere, creare un resort totale. Attualmente non ci sono camere ma abbiamo due progetti, uno è quello di fare tre palafitte in mezzo al bosco e l’altro di sistemare una casa qui sotto e fare tre o quattro camere con Spa, ecc…. Noi abbiamo sempre pensato che un sogno si realizza totalmente quando ci sono di mezzo le 24 ore. Quando si arriva qui è bello inoltrarsi nel territorio, dormire, mangiare, fare colazione, sostare nell’ambiente, questa sarebbe la realizzazione totale anche a livello gastronomico. Sviluppare una colazione e altri servizi legati alla camera sarebbe una bella cosa. Questo è un territorio rurale, agricolo in cui ci sono ancora tante cose che si possono esprimere, magari tra 10 anni il sogno sarà realizzato!

 

Cosa le piacerebbe che passasse di questa vostra passione e qual è il complimento più bello che le hanno fatto?

Vorrei che passasse quello che io ricevo dal territorio, che il cliente lo captasse senza il bisogno di spiegarglielo, il mio intento è far si che ogni elemento del piatto sia riconoscibile. Se in un piatto ci sono dieci elementi ma se ne sentono solo quattro, per me è un grandissimo errore, io cerco di fare il contrario cioè evidenziare tutti gli elementi che metto nel piatto in maniera forte, anche rischiando. Più elementi metto più rischioso è perche si possono alterare gli equilibri ed è facile che succeda perchè ogni palato è diverso e le percezioni sono diverse. Il complimento più bello è vedere la gente entusiasta e non solo per la cucina, tutti dicono che abbiamo sviluppato tutti i sensi: la vista nel piatto e non solo, i suoni perchè abbiamo studiato un sistema musicale in tutte le stanze con diffusore di qualità e un buon sottofondo, grazie alla collaborazione con Valentino Borgia, il nostro sound designer, l’illuminazione, il tovagliato, tutti servizi che nell’insieme portano successo in mezzo al bosco e lontani dalla città. La globalità dell’offerta è stata studiata per filo e per segno, infatti oltre la cucina riceviamo complimenti anche sul resto per il quale abbiamo dedicato tanto, tanto tempo.

Poi abbiamo realizzato una cosa che è un pò il succo di tutte le esperienze fatte, al Venezia Sound Chef abbinamento cibo e musica, abbiamo compreso come la musica possa innalzare un piatto, allo stesso modo del vino in abbinamento che può portarlo alle stelle, sono tutti elementi da non sottovalutare e che possono esaltare un piatto.

La gente si emoziona e non si alza più da tavola, è stata bene e l’abbiamo trasportata fuori dalle problematiche quotidiane in questo luogo magico, questo per noi è un grandissimo risultato.

 

 

 

Inglese

Imagine a remote place where you don’t end up, you have to want to go there. This is Spinechile, the new challenge for Corrado Fasolato and his wife Paola. After 25 years of experience in Italy and abroad, satisfaction and recognition such as three forks on the Gambero Rosso guide and two Michelin stars, he starts all over right from his house garden, proposing all himself on each plate, through his products.

We were fortunate enough to meet and have a chat with both Paola and Corrado, before we sat at the table and savored with all senses the magic they have been able to create.

 

Paola, being here allows to see that this is not just a restaurant, it’s your life, your story, your passion. An amazing bet …

The bet is there, as it could be in the city center in Vicenza, Milan or anywhere else, the bet and the risk are there, always and everywhere.

Here we have married a choice of life with a job: living in a place like this is one hundred percent fulfilling, and working here all day I have to say it’s the very best!

 

In this work it is difficult to make a distinction between passion and technique, I imagine that here it is even more difficult.

Business here is as small as you see it! With 12 seats you can talk a little about making money, it’s more of a house where we host the customers who then become guests-friends! Sometimes they bring the ice cream bowl because they say that coming here is like visiting friends, so they feel at home!

 

The restaurant has been open for 5 years, where were you before?

Before we were in Venice at the Met, we have been 7 years at the Metropole Hotel, we had a great and important team. That was a nice bet too, we were inside a 5 star hotel and after 9 months we took the first Michelin star.

We were the first in a hotel, in Venice. After 4 years we took the second star and that was an even bigger bet because we were not prepared to receive such a reward.

 

The shift from Venice to here was a choice of life more than a choice of location?

It has been a choice of life, Venice gave us a lot of experiences but at the same time has also dried us up a bit. We gave soul and body, we were always working with so many people, an international audience, it was challenging and difficult; after Venice only this new project could recharge us again!

 

How does this passion transpose into your dishes?

M husband regenerated, he was very tired after Venice and here he reloaded the batteries. He goes in the woods to pick up the herbs, he disappears to get the buds, he managed to create one whole concept with the exterior and his kitchen. It collects a lot from the territory, while remaining creative and imaginative; it’s not all farm (or nature) to table, but he uses a lot of what the place offers: saffron, truffles, mushrooms …

 

Is there a dream that hasn’t come true yet?

I feel completely accomplished, but our mind never stops, we are always on the move!

Obviously everything requires the right investments and making them in this context is no small thing, as I said with 12/14 seats you do not get rich, at most you can pay everything and live peacefully!

There is definitely the project of building 3 chalets in the woods, to complete what the resort is. It’s a project that has been stalled for 4 years, due for bureaucracy and because we are really very busy every day.

The day in which we will get the permits to build, my husband and I will stop a bit to fully enjoy our completely realized dream.

 

Let’s talk to Corrado, who comes exceptionally out of his kitchen to exchange a few words …

Behind such a place you can notice an incredible attention to detail, a will and a passion. How does this all reflect in your dishes?

I have always had the creativity. Maybe here I can apply it more on myself and on the territory that I feel I belong to.

Creativity is beautiful in taste and technique, but is even more beautiful when tastes are found, for example, in woods, buds, in something around that I try to put in the dish, enhancing new things that can only be achieved through experiments.

 

Have you realized an important dream, how can the dream grow?

The dream is half realized because we wanted to create rooms, create a total resort. At present there are no rooms but we have two projects, one is to make three stilt houses in the woods and the other to renovate a house down here and build three or four rooms with spa etc ….

We have always thought that a dream is totally realized you don’t have time constraints. When you come here it is nice to venture in the woods, sleep, eat, have breakfast, stay in the environment, this would be the total realization even from a gastronomic point of view.

Serving breakfast and other room-related services would be a great thing.

This is a rural, agricultural land where there are still many things that can be expressed, maybe in 10 years our dream will be realized!

 

What would you like to transmit of this passion and what is the most beautiful compliment they have made for you?

I would like to pass on what I receive from the territory, and I would like the client capture it without the need to explain it, my intent is to make each element of the dish recognizable. If there are ten items on a plate, but you can only taste four of them, I believe it’s a big mistake, so I try to do the opposite, that is, highlight all the elements I put into the dish in a strong way. This doesn’t go without risk. The more elements I use the more risky it is because you can alter the balance and it’s easy for it to happen because each palate is different and the perceptions are different. The most wonderful compliment is watching enthusiastic people and not just for the cuisine, everyone says that we have developed all the senses: the view in the dish and not only, the sounds because we have studied a music system in all rooms with quality speakers and a good background sound, thanks to the collaboration with Valentino Borgia, our sound designer. The light fixtures, the tablecloths, they are all services that, together, bring success in the woods and away from the city. The breadth of the offer has been studied in every detail. In fact, we get compliments on the cuisine, but also on all the rest of the service, for which we have devoted so much time. In addition, we accomplished something that is a bit of the heart of all the experiences we had. At the Venice Sound Chef, pairing food and music, we understood how music can enhance a dish, just like matching a wine that can make it stellar. These are elements which cannot be underestimated and can glorify a dish. People get excited and don’t leave the table because of the goodness and because in this magic place we’ve taken them far from daily problems. This is a great achievement for us.

 

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