Durante il mese di Settembre, Prato propone un formato di eventi che ci ha sorpresi per qualità della proposta e partecipazione.

Dal 1 al 17 Settembre, praticamente no stop, un calendario di appuntamenti che nulla hanno a che fare con una semplice festa cittadina ma che piuttosto mettono in primo piano una Prato che si sta rinnovando e trasformando in ogni suo aspetto.

Il festival ‘’Settembre Prato è spettacolo’’ è organizzato da Fonderia Cultart, un’importante ed affermata realtà nell’ambito dell’organizzazione eventi, capace di portare nomi di prestigio internazionale assoluto come Goran Bregovic e di abbracciare i gusti di più fasce di pubblico intrecciando concerti, cibo, tradizione con l’antico gioco della pallagrossa e arte alla riscoperta delle bellezze pratesi.

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Noi di Live In, appassionati di lifestyle ed eventi, siamo andati a vedere con curiosità quello che succede in città ed abbiamo avuto la conferma di come questo stia diventando un punto di riferimento davvero importante e di forte richiamo anche per molti turisti ed appassionati.

Muovendosi tra le piazze del Centro storico (quella delle Carceri con il Castello dell’Imperatore è una chicca che vale da sola la visita toscana) ci accorgiamo che è davvero tutto ben pianificato.

Una delle piazze più grandi d’Europa, piazza mercatale, è diventata teatro dello Street Food d’eccellenza, curato nei minimi dettagli. Nella stessa piazza è stata allestita l’arena della Pallagrossa, dove i 4 rioni della città si sfidano nel nome di una tradizione antichissima. L’antico gioco non è una brutta copia del calcio fiorentino ne tantomeno lo vuole imitare, risulta piuttosto uno splendido spettacolo rimesso in piedi dopo anni di inattività anche grazie alla sponsorizzazione di Esselunga che collabora all’evento insieme al Comune.

Percorrendo il lungo corso, pieno di locali dove riscoprire l’eccellenza toscana nel food & wine (non perdetevi un apericena de I Frari, locale giovane ma già punto di riferimento in città che offre taglieri e vini selezionati) si arriva dritti a Piazza del Duomo.

E’ in questo splendido scenario che vanno in scena i concerti, con un palco straordinario, degno di un festival internazionale ed un’acustica perfetta. Anche qui attenzione ai dettagli e alle esigenze di tutti, pronti ad accogliere il pubblico sia nei posti a sedere della tribuna che posto unico in piedi.

Insomma sembra davvero un’orchestra perfetta, questa regia del Settembre pratese.

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E’ stata Gianna Nannini la prima ad esibirsi e ad aprire il calendario di concerti ai quali abbiamo assistito con piacere.

La rocker senese ha giocato ‘quasi’ in casa, nella sua Toscana, scegliendo la data pratese per chiudere il suo History tour 2017. Così, come previsto, subito un grande successo di pubblico con più di 4.000 persone arrivate per ascoltare i pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana. Infatti la Nannini si presenta con la sua grinta travolgente e si prende la scena con tutta la spettacolarità di ‘America’ e ripercorrendo gran parte della sua carriera, mantenendo sempre una qualità che non ha età. Nessun compromesso per il suo rock, che passa dagli strumenti di una band di 15 elementi, come se volesse premiare il suo pubblico facendolo godere di uno show unico che spazia da ‘’fotoromanza’’ a ‘’’’sei nell’anima’’, da ‘’hey bionda’’ a ’’meravigliosa creatura’’.
Ride, si scatena, salta e balla sul palco, semplice nei suoi jeans corti e t-shirt bianca, la Nannini conferma ancora una volta che per restare ad alti livelli, per così tanti anni, bisogna essere dei professionisti incontentabili.

Contenti e affascinati da questa atmosfera di festa condivisa, attraversiamo una Prato by night fino ad uscire dalle mura che circondano il centro, tra il fascino delle tantissime fabbriche tessili che hanno scritto la storia e che adesso iniziano a reinventarsi come coworking, open space e ambienti polivalenti.

Un’altra grande sorpresa, forse la più importante dal punto di vista artistico, arriva con il concerto di Goran Bregovic. Il cantante serbo si è esibito con la Wedding e funeral band e Il coro delle voci bulgare, nel contesto di una piazza non soltanto gremita ma anche giovane, accesa e genuina.
Un tripudio per il musicista che riesce a mettere insieme in maniera unica ritmi travolgenti, sonorità gipsy e otto componenti tra fiati percussioni e voci bulgare.
La scenografia è fondamentale per Bregovic, che incuriosisce anche nell’immagine e che riesce a far ballare ininterrottamente il pubblico stando tutto il tempo seduto. Elegante e affascinante in abito bianco con una rosa rossa in mano, Bregovic non si ferma mai, la piazza sembra un film a cielo aperto: uno splendido ricordo da incorniciare.

Il susseguirsi di emozioni continua senza sosta e la musica va avanti, il giorno dopo, con la voce di Carmen Consoli che dopo Bregovic trasporta il pubblico su un altro mondo, fatto di parole uniche e suoni delicati. La Consoli sembra vivere un momento particolarmente importante della sua carriera, forse un nuovo slancio anche se è sempre stata considerata un profilo unico dalla critica. La sua voce non ha eguali, la capacità compositiva e interpretativa inseriscono il suo ultimo album “L’abitudine di tornare” tra i suoi migliori lavori. Così emoziona i suoi fan raccontando stati d’animo e sentimenti con una sensibilità artistica inarrivabile. Canta e incanta nel giorno del suo quarantaduesimo compleanno, contenta di poterlo festeggiare con il suo pubblico, di maggioranza femminile, cresciuto insieme alla unicità delle sue parole.

Gli ultimi due protagonisti ad incantare piazza Duomo sono stati Elio e le storie tese e gli AIR, a testimoniare l’idea degli organizzatori di mettere in mostra generi musicali diversi così da accontentare più gusti.

Probabilmente il nome che ha richiamato più persone anche da fuori è stato quello degli AIR, anche perché hanno scelto questo palcoscenico per un ritorno al live in Italia dopo una lunga assenza durata sei anni. Venti anni di sperimentazione musicale tra l’elettronica e le varie sfumature del pop, si riconoscono e si apprezzano in un live che dimostra come la loro musica e i loro sound siano diventati un must. AIR acronimo di “Amour, Immagination et Reve”, tradotto “amore, immaginazione e sogno”. Mescolano la loro esperienza elettronica con la loro formazione più classica. L’idea che ti vogliono trasmettere è quella della musica come ibrido in continuo mutamento di più sonorità: disco, lounge, electro, funk e exotic. Spettacolo vero, diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto, quest’ultimo concerto è stato la ciliegina sulla torta all’interno di un quadro che ci ha portato ad affezionarci a questa città. Ne seguiremo l’evoluzione tornando a visitarla il prima possibile e consigliandovi di dedicarle al più presto almeno un weekend.
Solo in questo modo, attraverso la collaborazione tra professionisti privati e le istituzioni locali si possono raggiungere traguardi ed obiettivi che tante città italiane, messe in ginocchio dalla crisi economica, dovrebbero porsi. Perché la verità è che il nostro Paese è pieno di magnifiche eccellenze come questa.

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