Tratto da Livein n. 15 – Dicembre 2012

Incontro con Riccardo Illy, presidente del Gruppo Illy.

Il Gruppo Illy, di cui è il presidente, ha saputo sviluppare un polo di eccellenza del gusto grazie ai marchi Illy Caffè, Domori, Agrimontana, Damman Frères, Mastrojanni e con una quota in Grom. Quanto questo è frutto di una pianificazione strategica e quanto invece influisce la sua passione per la qualità e l’eccellenza?
Direi che i due elementi sono indissolubili e la passione non è solo mia, ma di tutti i componenti della famiglia. Iniziò il nonno nel 1933 fondando, con un socio, l’Industria Nazionale Caffè e Cioccolato Illy & Hausbrandt. Il nonno, che era ungherese, aveva questa grande passione per il buono e per il bello, amava anche le arti visive, dipingeva e sosteneva pittori ed artisti, la moglie era una pianista, la figlia è stata clavicembalista di grande notorietà quindi questa passione per l’estetica c’è sempre stata.
Nel tempo poi le varie produzioni che erano state avviate sono state abbandonate per concentrarsi solo sul caffè. Nel 2004 abbiamo preso una decisione strategica nel campo dell’eccellenza; pur essendo globali, la Illy è presente in più di 140 paesi, prima o dopo il mercato sarà saturo quindi o si cambiava strategia e si abbassava il livello qualitativo allargando la platea di potenziali consumatori oppure, è questa la scelta che abbiamo fatto, si replicava l’eccellenza su altri settori già conosciuti. Siamo tornati al cioccolato, abbandonato all’iniziò della guerra, al tè che mio padre aveva sviluppato per una ventina d’anni con il marchio Illy che poi io abbandonai in quanto creava confusione proprio sulla marca. Siamo inoltre tornati alla produzione agricola proprio con Mastrojanni ed abbiamo acquisito una partecipazione in Agrimontana che produce confetture, seguendo quello che era il sogno del nonno che aveva piantato alberi da frutta col progetto di produrre più avanti confetture. Grom rappresenta un compendio di tutte le aziende perchè
utilizza cioccolato Domori, Marron Glace di Agrimontana quindi è un’azienda che vuole produrre il miglior gelato del mondo con le migliori materie prime del mondo e, guardavano, alcune sono le nostre.

In una fase di recessione come questa, dove si controlla ormai tutto nella borsa della spesa familiare, cosa comporta aziendalmente e quanto conviene investire nella qualità e nei prodotti d’eccellenza?
Ci sono due risposte. E’ vero che noi siamo in una situazione di difficoltà economica ma questo non vale per tutto il mondo. Ci sono alcune aree che o hanno ripreso a crescere lasciandosi alle spalle la recessione, penso agli USA, o, come il Canada, che non è stato toccato da questa ultima recessione e neanche da quella del 2008, ci sono i paesi in via di sviluppo dove non solo
i prodotti di primo consumo crescono ma anche i prodotti di eccellenza. Quindi la prima risposta è che in questi tempi bisogna guardare alle aree che sono in crescita o alle aree di nuove espansione come i paesi in via di sviluppo. In secondo luogo bisogna sottolineare che anche nei paesi in difficoltà, come l’Italia che lo è più nell’aspetto strutturale che congiunturale, nei momenti
di difficoltà il consumatore tende a consolarsi, non può fare l’acquisto di lusso più importante, quello dei beni di investimento come l’automobile, la cucina o la barca, di barche non ne parliamo perché il settore navale è stato letteralmente ucciso, allora si consola con un lusso accessibile come può essere un caffè migliore, un vino più buono o un cioccolato di qualità superiore e noi cerchiamo di dare una risposta, “consolatoria” ai consumatori italiani e in effetti con tutte le aziende del gruppo siamo in crescita col fatturato, anche in Italia.

A differenza di molti Gruppi che operano nel vostro stesso settore con politiche anche aggressive, mi pare che il Gruppo Illy non cerchi di “cannibalizzare” il mercato con l’acquisizione di brand più piccoli ma di integrarli in un disegno più grande. È un’impressione esatta?
Perfetta. Il nostro progetto è stato proprio di ritornare alle origini in alcuni settori che avevamo già sperimentato nel passato acquisendo, avevamo anche ipotizzato di partire da zero ma abbiamo incontrato alcune aziende che corrispondevano in pieno a tutti i nostri canoni di eccellenza quindi abbiamo fatto delle acquisizioni con l’obiettivo di far crescere queste aziende, far sviluppare la loro marca, parlo di Domori, Damman Frères, Agrimontana, dove siamo soci di minoranza ma le aiutiamo comunque a crescere, mantenendo una totale autonomia gestionale delle imprese. Un paio di anni fa andando a Stanford, dopo 15 anni di immersione nella politica ho sentito la necessità
di un aggiornamento delle mie conoscenze manageriali, ho appreso che il nostro modello di gestione delle imprese è lo stesso che usa da un lato il gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy ma dall’altro anche Warren e Buffet; vengono fatte acquisizioni e le attività svolte a livello di gruppo sono ridotte al minimo, in genere la finanza e nel caso di Louis Vuitton l’acquisto di spazi pubblicitari e degli spazi per i negozi, non c’è altro, per il resto tutte le imprese del gruppo sono totalmente autonome come nel Gruppo Illy. Ognuno può decidere, viene consigliata ma mai obbligata la scelta di collaborare con le altre aziende del gruppo, se uno ritiene di poter crescere meglio attraverso
accordi di collaborazione con altre aziende esterne al gruppo è libero di farlo.

Edit by Matteo Tornielli

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