by Redazione Hernandez Art Gallery ( Milano)

Uno dei nuovi caratteri dell’arte moderna fin dall’Ottocento è stata l’apertura di interesse ai temi civili e alle problematiche sociali. Innovatori come Delacroix e Gericault avevano aperto questa strada verso un impegno, verso gli sviluppi che, attraverso poi l’opera potente di un Rodin, Cèzanne,Van Gogh ed altri è sfociata in un filone contenutistico costante e continuo anche nel Novecento.
Si è attribuito all’evoluzione delle tecniche, all’invenzione di nuovi materiali espressivi, come per esempio gli scarti o i rifiuti, o di recente i mezzi tecnologici moderni come video, filmati, audio, giochi di luci o di suoni, il merito di rinnovare radicalmente l’ispirazione artistica nella modernità. Anche qui però, se l’artista non feconda questi strumenti con un’ispirazione spirituale che proviene da altre dimensioni (cosa oltremodo ardua se non impossibile per tali medium), si cade subito nel meccanicismo, nel banale, nel mostruoso.
L’interesse per i temi civili e d’attualità, come anche la capacità di inventare o utilizzare nuovi strumenti espressivi, devono essere animati da un’intuizione di motivi di natura spirituale o sovrasensibile, che il creatore è in grado di percepire e di tradurre in immagini sensibili con la trasformazione della materia amorfa: tale è ancora oggi il compito dell’arte.
Dove cogliere allora l’autentico respiro dell’arte ed essere al contempo veri e attuali?

L’incontro con l’arte di Martin Gerull è oltremodo stimolante oggi proprio alla luce di questi interrogativi. Gli ultimi saggi della sua invenzione mostrano l’uso di semplici frammenti di pianta o di rametti vegetali per costruire figure geometriche simboliche di grande capacità evocativa: il cerchio, il quadrato, la lemniscata. Con mezzi semplici, poveri, tratti dalla natura, si richiamano e si fanno comparire sotto i nostri occhi magici enigmi come la Quadratura del cerchio o l’espansione verso l’Infinito. La forma della lemniscata è così feconda e generatrice di infiniti sviluppi da essere ripresa anche in bassorilievi e sigilli circolari, che rinnovano in stile moderno un’antica modalità simbolica e di conoscenza. Essa rivela in questo modo, attraverso la plastica e la espressività delle superfici doppiamente curvate, la sua vocazione a cogliere l’elemento vivente della realtà e ad esprimere la meditata emozione che ci coglie nel contemplarla. Nella sua produzione anche recente Gerull non dimentica i temi sociali d’attualità, poiché da poco ha esplorato infatti il motivo scottante delle migrazioni dei fuggitivi dai Paesi del Terzo Mondo che sbarcano in Europa, in Italia, abbandonando i loro luoghi di origine. Anche qui l’opera di Martin è in grado di trasfigurare i contenuti sociali, politici, ideali attraverso la sua intuizione poetica e nei bassorilievi di terracotta bruciata a questo tema dedicati, animati da figure aleggianti sopra la massa dei profughi accalcati nei barconi, ci rivela lo sfondo soprasensibile che sta dietro questo drammatico fenomeno del nostro tempo, ma che le cronache e i commentatori non colgono: il senso evolutivo del percorso degli individui alla ricerca della possibilità di una crescita dell’Io laddove questo è possibile, guidati da una forza o un essere soprasensibile che li ispira. Con diverse modalità, con differenti mezzi espressivi e tecniche materiali, attraverso vari temi ed ambiti di pura ricerca formale oppure di esplorazione degli enigmi del nostro tempo, Martin si impegna in una ricerca più ampia e alta, e ce la indica all’attenzione, di noi suoi contemporanei: il grande motivo della Terra come Luogo Cosmico, luogo circoscritto fisicamente ma connesso con il Tutto, dove l’uomo svolge il suo destino cercando sé stesso e il senso della propria crescita verso il divenire Uomo libero e autocosciente. Ma anche luogo che, consentendo e spingendo anzi all’incontro tra gli uomini, li induce alla crescita reciproca e allo sviluppo dell’intero corpo dell’Umanità, che da materia in evoluzione porti la Terra stessa a ritornare a livello più alto di quanto fosse alle origini: entità cosmica e sopraterrena, fatta di sostanza spirituale.

 

 

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata