di Luca Bonacini

Dorsoduro, un sestiere di Venezia apparentemente defilato dai flussi canonici del turismo mordi e fuggi, da cui partire alla scoperta della più bella città del mondo. Una lingua di terra, circondata dalle acque, che culmina con la basilica della Salute e Punta della Dogana, e rappresenta uno dei più antichi insediamenti della città, scelto dai fondatori per la particolare solidità del terreno.

Una zona ad alta concentrazione di musei, prediletta dal viaggiatore colto e attento, che può scegliere fra la Galleria dell’Accademia, la Collezione Peggy Guggenheim, il museo d’arte contemporanea François Pinault, Ca’ Rezzonico, fino a Ca’ Dario e all’Università Ca’ Foscari, e tra le sue calle, scegliere una pausa gourmet, al ristorante Antinoo’s dello splendido Sina Centurion Palace, un luogo dell’ospitalità luxury, nel quale soggiornare è un’autentica esperienza.

L’antico Palazzo Genovese, sede del lussuoso hotel, sorto dove si trovava il monastero di San Gregorio, e inaugurato nel 2008, dopo lunghi lavori di ristrutturazione, ha rivelato resti di strutture lignee abitative del IX secolo, una costruzione in pietra del VII secolo e una rara moneta raffigurante Antinoo, che risale all’epoca dell’imperatore romano Adriano, a cui è intitolato il ristorante.

L’edificio, a cui si accede entrando in un accogliente giardino, da Campo San Gegorio, oppure attraccando sul Canalgrande, ha un’elegante facciata gotica, e dispone di ambienti di design, realizzati in un piacevole contrasto fra moderno e antico, con frequenti rimandi all’arte contemporanea e preziose opere di famosi artisti. Un hotel design, divenuto nel corso degli anni apprezzata meta gourmet, per l’affermarsi della pregevole cucina dell’executive chef Massimo Livan, veneziano, con esperienze al Gran Caffè Quadri, e all’Hotel Europa & Regina, che da diversi anni guida il ristorante Antinoo’s.

Si può cenare godendo la vista del Canalgrande, nella sala rossa o in quella bianca, scegliendo il menu tradizione, oppure i percorsi contemporanei di Livan, che grazie a una grande capacità interpretativa, rilegge con moderne tecniche la tradizione veneziana e quella mediterranea, senza eccedere mai nel privilegiare l’estetica in luogo dell’equilibrio dei sapori. Lo Scampo al vapore su sfoglie di cavolo nero, cicoria, bieta e crema di pere, piacevole e innovativo, rivela un’interessante lato croccante ed erbaceo; il Carpaccio di gambero rosso di Sicilia al melograno con la sua maionese e foglie di Tatsoi, è salino, seducente, aromatico; la Scacchiera di petto d’anatra e zucca confit alla vaniglia, indivia belga e gruè di cacao, richiama al territorio e alla stagionalità, ed esprime mestiere e capacità di accostamenti sempre centrati; mentre “Autunno Astratto” uovo poché, crema di Parmigiano Reggiano Stagionato 50 mesi, tartufo e polvere di verdure autunnali, è goloso, sapido ed entusiasmante, con il finale lungo lattico del Parmigiano lungamente invecchiato; e i Ravioli alla menta con gallinella di mare, salsa al topinambur e terra di olive, sono un piatto di grande equilibrio, che si ricorda per delicatezza e concentrazione.

Servizio in sala e scelta dei vini, accurato e competente, con calici sempre centrati che seguono le proposte di cucina.

www.sinahotels.com

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