Quando alla Mille Miglia di quest’anno ho incontrato l’amico Kimura, artista e collezionista giapponese con il quale condivido una grandissima passione per l’auto italiana, ho subito capito che la sua Osca era un’auto con un grande potenziale. Era stata svilita da un vecchio ed impreciso restauro: ridipinta di rosso, con tantissimi particolari sbagliati, ed era pure stata spacciata per originale e conservata. Memore delle esperienze al concorso di Pebble Beach suggerisco a Kimura,che per la prima volta si affacciava alla importante platea,un veloce restauro della carrozzeria per renderla più adatta alla severa giuria californiana. Da vero appassionato il giapponese è disponibilissimo ad affidare l’auto alla mia squadra. In breve tempo, quello che doveva essere un semplice ritocco di abbellimento diventa un vero restauro: non solo l’auto ha tante parti da cambiare, una volta smontata tutta si scopre il colore originale blu, sostituito da un banale rosso negli anni ’80.

Durante le ricerche storiche, necessarie anche quelle per i più importanti concorsi, salta fuori una particolarissima livrea ispirata agli aerei militari e una carriera agonistica di successo nelle mani di un gentlemen-driver americano, Bill David. Bellissima la storia del pilota con una scuderia di prim’ordine: una bella Maserati e persino un aereo con la stessa livrea della OSCA. A tempo di record con quattro squadre al lavoro, l’auto ritorna all’aspetto originale e parte alla volta di Pebble Beach dove la finalmente la scopre con grande emozione Hidetomo, non sapeva che avevamo trovato il colore originale ed abbiamo tenuto infatti nascosta la nuova colorazione per tutto il periodo del restauro, per la sorpresa finale. La giuria purtroppo non premia l’auto per dei punti levati per il motore non coevo, ma ci pensa il pubblico a decretare il successo della piccola Osca: è sicuramente la più fotografata sul green e tra le dieci auto più belle del Concorso per la maggiore rivista inglese.

L’incontro alla partenza della Mille Miglia 2018 tra Corrado Lopresto e l’amico Hidetomo Kimura, artista e collezionista giapponese con una grandissima passione per l’auto italiana, è l’occasione per uno scambio di opinioni in vista del concorso di Pebble Beach. Il giapponese infatti è a Brescia con la sua Osca MT4, che intende portare al concorso californiano che dedica due classi speciali proprio alle auto della casa dei fratelli Maserati. La macchina, una classica MT4 spider, è stata acquistata come originale e conservata, ma all’occhio esperto di Lopresto non sfuggono alcuni dettagli che svelano un vecchio restauro nemmeno troppo accurato. Memore delle esperienze al concorso di Pebble Beach, Lopresto suggerisce al proprietario, che per la prima volta si affaccia alla importante platea, un veloce restauro della carrozzeria per renderla più adatta alla severa giuria californiana. Da vero appassionato il giapponese è disponibilissimo ad affidare l’auto alla squadra del collezionista milanese, anche per rimediare ai danni di un incidente che lo vedrà protagonista durante la Mille Miglia. Inizia così un doppio lavoro, con il restauro vero e proprio affiancato da una approfondita ricerca storica, volta a ricostruire il passato di quest’auto e necessaria per fare una bella figura al concorso. Nell’arco di qualche settimana la storia inizia a prendere forma: l’auto è stata acquistata nuova nel 1954 da un pilota gentleman-driver californiano di nome Bill David, che poteva vantare nella scuderia un’altra Osca e una Maserati A6GCS/53. Non male come squadra, ma la cosa più incredibile è scoprire la particolarissima livrea di tutte le sue auto, blu con un disegno bianco e rosso sul muso, lo stesso usato su un aereo militare della marina americana, probabilmente l’aereo dello stesso David. Il colore blu della carrozzeria non tarda a farsi scoprire anche sull’auto stessa, nascosto dietro i fari anteriori e sostituito negli anni ’80 con un banale rosso. In breve tempo, quello che doveva essere un leggero restauro si trasforma in un lavoro complesso e impegnativo, che vede impegnato il team di Lopresto al completo. In tre mesi la macchina è pronta per volare negli Stati Uniti, riportata all’aspetto con cui correva proprio in California: con quest’auto Bill David aveva corso in otto gare tra il 1954 e il 1956 tutte sulla West-Coast, vincendone la metà e arrivando due volte terzo e chiudendo la carriera proprio con una corsa a Pebble Beach nell’aprile ’56, dove era stato battuto dalle nuovissime Porsche 550. La Osca ritorna così a Pebble Beach dopo oltre sessant’anni, questa volta non per correre ma per partecipare al leggendario Concours d’Elegance, il più importante al mondo. La giuria purtroppo non premia l’auto per via del motore non coevo (oggi l’auto monta un motore del ’57 al posto dell’originale) ma ci pensa il pubblico a decretare il successo dell’auto: è sicuramente la più fotografata sul green tra le numerose Osca presenti e viene scelta tra le dieci auto più belle del Concorso per una delle maggiori riviste inglesi, un vero successo per un’auto che tre mesi prima era alla Mille Miglia con un aspetto completamente diverso.

by Corrado Lopresto

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