Nel 1981 partecipa al primo Festival di Sanremo con il brano “ Caffè nero bollente” che la presenta al grande pubblico italiano con un successo immediato. Nel 1984 torna a Sanremo con la canzone di Maurizio Piccoli e Renato Pareti “Come si cambia”: grazie a questo brano, l’artista capisce che il canto è la sua vera vocazione. Il 1985 è l’anno di “Momento delicato”, da cui viene estratto “L’aiuola”: il pezzo, scritto da Mogol. Il successo prosegue vincendo il Premio della Critica di Sanremo per due anni di seguito con “Quello che le donne non dicono” e “Le notti di maggio”, nel 1987 e nel 1988, scritte rispettivamente da Enrico Ruggeri e Ivano Fossati.

Gli anni Novanta, invece, si aprono con “I treni a vapore”, un album dalle hit notevoli: oltre a “I venti del cuore”, si segnalano “Il cielo d’Irlanda” (composta da Massimo Bubola), “Inevitabilmente” e “Tutti cercano qualcosa” scritta da Francesco De Gregori. Il primo album dal vivo (doppio) di Fiorella Mannoia viene pubblicato nel 1999, e si chiama “Certe piccole voci”: include anche una cover del brano di Vasco Rossi “Sally”. Il successo del disco è ottimo: oltre al primo posto nella classifica degli album più venduti, infatti, arriva anche un doppio disco di platino. Dopo gli album “Fragile” e “In tour” , quest’ultimo registrato dal vivo con Ron, Francesco De Gregori e Pino Daniele.

Madrina, nel 2009, di “Amiche per l’Abruzzo”, evento di beneficenza dedicato ai terremotati dell’Aquila in scena a Milano allo stadio Meazza, Fiorella re-interpreta canzoni di artisti contemporanei come Tiziano Ferro, Cesare Cremonini e i Negrita. Il 2010 è l’anno di “Capolavori”, raccolta di sei dischi, ma anche di tre Wind Music Awards e del singolo “Se veramente Dio esisti”. Vincitrice in cinque occasioni della “Targa Tenco”, Fiorella Mannoia si caratterizza per un registro vocale di contralto, e per i suoi duetti preferisce voci dello stesso tipo (Noemi e Paola Turci, per esempio). Una carriera che continua alla grande, nel 2012 con la raccolta “Sud”, nel 2014 è la volta di  “Fiorella”  e  nel 2016 con  il suo ultimo album “Combattente”.

La cantante presenta il suo nuovo lavoro con queste parole:

“Tutti combattiamo per un’idea, un amore, un’ingiustizia, un traguardo… In generale per il diritto di essere felici”.

“…Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta

Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta

E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta…”

L’ultimo strepitoso successo di Fiorella è la canzone “Che sia benedetta” seconda al Festival di Sanremo 2017.

Fiorella è il ritratto dell’eleganza, dell’austerità gentile. Una donna che ha cavalcato in 30 anni di carriera i palchi più importanti del panorama musicale internazionale. Lei interpreta con raffinatezza la musica, i testi che interpreta sono una poesia dell’interiore, suggerimenti che nascono da pensieri intimi tradotti  in parole e arte. Un’artista così deve avere un cuore e una mente speciali, ho pensato prima di incontrarla. Alla fine, quando l’ho salutata, mi è parso di salutare un’amica.

FiorellaMannoia_foto-Simone-Cecchetti_bassa

Un tempo le canzoni contenevano forti messaggi di denuncia  sociale, oggi invece del genere se ne sentono meno.  Siamo cambiati noi o il senso della musica ?

La mia generazione è abituata a canzoni con contenuti sociali, non lo sono tutte, certo, molte sono state scritte per non far pensare e sono pure terapeutiche in questo senso. Se si riuscisse a parlare attraverso la musica della realtà che viviamo sarebbe meglio, almeno per me, ma ognuno nella vita fa le scelte che vuole.

 

Un tempo era d’obbligo fare la famosa “gavetta”, non era facile conquistarsi il pubblico. Con la nascita dei Talent Show vediamo fiorire vere e proprie star dal nulla. Anche se tu sei una grande sostenitrice dei giovani artisti, secondo te, sentiremo parlare di loro anche tra trent’anni?

Mi auguro  abbiano un lungo successo. Quello che dico  loro sempre, quando li incontro, è di non dimenticarsi della grandissima opportunità che hanno avuto, a differenza nostra. Noi abbiamo avuto una grande fortuna, quella di poter sbagliare e di crescere, abbiamo costruito piano piano la nostra carriera. Il loro invece è un percorso al contrario, si trovano davanti al grande pubblico senza avere né esperienza di palco, né di vita. Non possono permettersi di sbagliare e sono molto competitivi. A volte mi fanno tenerezza, si capisce che gestire il successo non è facile, non puoi improvvisare. Devono comunque ricordare che è un punto di partenza, non di arrivo. Vedere la propria canzone ai primi posti in classifica non è sinonimo di successo duraturo, dovranno lavorare molto su loro stessi, è un percorso lungo e complesso, non è facile come sembra. Il talento non bacia tutti.

 

Tu sei una mezzo soprano, poche donne lo sono. Le tue canzoni sono state scritte da grandi interpreti che hanno saputo adattarle al tuo tono di voce. Quando hai capito che il tuo timbro non era dissuadente, ma una grande fortuna?

Beh sai, ho una voce molto particolare che tende a scendere piuttosto che salire. Non solo, ho poca estensione e a volte invidio tutte le cantanti che raggiungono vette che io non riesco neanche ad immaginare, la mia voce non si è mai prestata a questo. Ho puntato tutto sull’interpretazione. Con la mia voce tocco le corde dell’emozioni, ma per dare emozione la devi provare. Non potrei mai cantare canzoni che per me non hanno un contenuto, non ce la faccio, non riesco a sopperire alla mancanza di testo con un’estensione vocale e stupire. Io stupisco solo se quello che canto lo condivido, mi emoziona e alla fine lo interpreto.

 

Se c’è una canzone che ti identifica è “Quelle che le donne non dicono”, che cos’è che le donne non hanno ancora detto?

Credo che abbiamo detto troppo, no? Dovremmo sempre lasciare un po’ di mistero, in fondo è questo che ci rende speciali. Se penso alla donna mi viene in mente la parola complessità, abbiamo così tante sfaccettature, tendiamo sempre ad analizzarci, a metterci in discussione, se pensi che neppure noi riusciamo a capirci, delle volte. Gli uomini non si offendano,  ma le donne sono un po’ meno elementari di quel che loro credono…

Stefania Zilio 

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