L’Istituto Burgo è ad oggi una delle maggiori scuole italiane di moda, con sedi dislocate nel mondo, all’interno del quale la filosofia è quella dell’insegnamento del lavoro sartoriale vero, fatto a mano, partendo dalla realizzazione del cartamodello. Il suo fondatore, l’editore Fernando Burgo, ci accoglie nel suo studio dove il tempo sembra non essere passato. Dove i racconti di un viaggio, iniziato quasi sessant’anni fa per amore di una professione, s’intrecciano con le foto che bloccano nel tempo personaggi famosi, stilisti di grido e sfilate di alta moda. Un racconto coinvolgente che ci porta ad amare ancora di più la vera sartoria italiana.

Nel 1961 nasce l’istituto Burgo, qual è la filosofia che lo accompagna? 
Noi ospitiamo studenti non solo italiani ma provenienti anche dall’estero, la nostra è la filosofia della diffusione e della realizzazione del vero prodotto moda Made in Italy. A diciotto anni m’innamorai di questo lavoro. Nel 1961, anni in cui le signorine in età da marito facevano corsi di economia domestica, per non arrivare al giorno del matrimonio ignare della gestione della casa, iniziai a realizzare corsi affiancato dalle suore all’interno dell’oratorio. Non era come adesso, una comunicazione facile. Dovevi girare i paesi e proporre cose che per quegli anni erano innovativi.

Il nostro Made in Italy, nel mondo è un grande punto di valore, l’istituto con la sua presenza all’estero diffonde questo valore, cosa deve aspettarsi lo studente che approda nell’istituto Burgo? 
La prima cosa che, ora mai, per esperienza sappiamo è che lo studente, indipendentemente dalla nazionalità di provenienza, si aspetta di imparare realmente una professione. Noi qui abbiamo più di trecento studenti esteri che si avvicendano durante i vari corsi e sono proprio loro che testimoniano le differenze oggettive che riscontrano tra noi e altri istituti che realizzano corsi con altri metodi. I francesi ad esempio, primi nella storia della moda a parlare di tendenze, ad oggi guardano a noi e al nostro metodo d’insegnamento per istruire i loro studenti.

Dopo Armani, Valentino e Ferrè, secondo Lei Direttore, siamo pronti ad un cambio generazionale nel panorama stilistico italiano?
Credo che i cambiamenti li abbiamo già avuti, però c’è una grande verità alcuni grandi stilisti non sono rimpiazzabili. Molti possono provare a ripetere ma l’originale non perderà mai il suo valore

Negli anni l’istituto ha registrato diverse collaborazioni con grandi case di moda, un esempio nei primi anni del 2000 l’evento con Missoni. Quale collaborazione ha dato maggiori pensieri e quale maggiori soddisfazioni? 
Una delle collaborazioni più belle che mi piace ricordare è quella con Missoni. Anche se, però, non posso dimenticare il giorno che il primo ministro egiziano entro qui nel mio studio. Sa, a quei tempi anche solo pensare di aprire una scuola al Cairo era considerata un’azione da folli. Le cose all’epoca erano difficili, le teste erano diverse. Decisi lo stesso di accettare la sfida e così aprimmo una scuola con solo 16 alunne. Alla fine del primo corso realizzammo una sfilata davanti alle piramidi. Un successo strepitoso. Da quel momento le cose migliorarono ed oggi possiamo vantare più di cinquecento allieve.

Oltre cinquant’ anni nel campo della moda attivamente, quali sono i maggiori cambiamenti che questo comparto ha subito nel tempo? 
Guardando col mio occhio, la formazione delle generazioni che si approcciano a questo meraviglioso lavoro è cambiata tantissimo. Noi, ad esempio, attuiamo un programma che prevede l’ottanta per cento delle ore alla pratica e solo il venti per cento alla teoria. Non perché crediamo che una valga più dell’altra ma solo perché la concentrazione della pratica fa si che certe nozioni e certi dubbi oppure alcune domande trovino da sole la risposta. Questo è anche il segreto per il quale ad ogni nostro fine corso aziende come Dolce e Gabbana chiedano l’assunzione delle nostre ragazze presso le loro aziende.

Quali sono i progetti futuri e gli obbiettivi per l’avvenire dell’istituto?
Da qualche mese abbiamo aperto una nuova sede a Roma. Nel futuro dell’Istituto Burgo vedo una nuova strada dove potranno trovare soddisfazioni molte nuove alunne e chi lo sa, magari qualche altra nuova sede.

Edit by Carla Marie Montecchi • Photo by Ciro Picardi

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