In Veneto, come un po’ in tutta Italia esistono Compagnie che rievocano periodi storici, più o meno precisi. La loro passione è la rievocazione storica, non la festa paesana, si differenziano infatti dalla precisione e maniacalità delle ricostruzioni storiche di armi, abiti, arredi e quant’altro. Non un passatempo quindi ma una vera e propria passione che li porta ed essere degli studiosi del periodo e un po’ anche dei testimoni oculari dello stesso.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Samuel Silvestrin, un falegname padovano che ci racconta cos’è per lui la rievocazione medioevale.

Samuel, come nasce questa passione? Io, la mia ragazza e i suoi genitori, facciamo parte di una compagnia di rievocazione storica legata al periodo Carrarese a Padova tra la seconda metà del 200 e i primi del 300. Ci siamo avvicinati più agli anni del 300 anche per esigenze di sicurezza e di possibilità di eventi che vengono rappresentati. Noi facciamo tutto per hobby e oltre agli eventi cerchiamo di riprodurre oggetti storici medioevali in legno ed in tessuto. La passione non nasce dallo studio, ho sempre avuto difficoltà a studiare storia, poi ho conosciuto la mia ragazza che faceva la rievocazione storica in questo paese e da lì ci siamo chiesti: vale la pena fare tutto questo per un unico giorno l’anno? A quel punto abbiamo conosciuto la compagnia storica alla quale ora apparteniamo ed abbiamo iniziato con loro a partecipare a molti più eventi in tutta Italia. Inizialmente non si sapeva come ci si dovesse comportare, quali abiti fossero corretti e quali no, etc. Per cui abbiamo cominciato un vero e proprio percorso di ricerca e di studio. Io mi sono messo a studiare storia, ed in particolare il periodo medioevale. Così siamo arrivati ad avere tutto perfetto: abiti, armi, arredi, in modo che la rievocazione sia, nel limite delle possibilità di ognuno, il più fedele possibile all’anno a cui si riferisce. Ad esempio si arriva a guardare l’altezza della cintura che per un nobile va da 1,5 cm a massimo 2, per una ragazza non più di 1 cm.

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Tutte queste informazioni ci arrivano dai trattati, dai dipinti e da oggetti reali arrivati fino a noi. Ovviamente l’oggetto reale è molto più sicuro ma noi abbiamo la fortuna di vivere a Padova che ha il ciclo di affreschi medioevali più importante al mondo. Dopo questo inizio un po’ burrascoso, abbiamo continuato a studiare e abbiamo cominciato a realizzare mobili medioevali avendo noi la falegnameria. In Italia siamo in 3 in grado di fare questo lavoro a quanto ne so, quindi un po’ per richiesta e un po’ per passione, abbiamo iniziato a realizzare tavoli, casse, bauli, letti, sedie e tutti gli altri arredi. Da qui è nato il ramo più commerciale della mia passione. Questo ci ha portato anche a collaborazioni con alcuni musei per i quali noi riproduciamo gli arredi, come il museo di Bergamo, il museo di Castell’Arquato, il museo della Torre; inoltre collaboriamo con molti rievocatori che ci richiedono oggetti riferiti ad un preciso momento storico. Ovviamente per il pezzo museale la fedeltà della riproduzione è fondamentale, quando realizziamo un pezzo che va poi usato ogni settimana in rievocazioni, subentra anche la necessità che sia utilizzabile. Entrare realmente in questo mondo vuole anche dire capire come veniva realizzato un oggetto e riproporlo non solo esteticamente ma anche come modalità di costruzione. In questo modo ci metti molto ad acquisire credibilità e puoi perderla in un attimo se fai delle cose non fatte bene ed incontri chi ne sa più di te.

Di che numeri stiamo parlando? Un numero di appassionati non riesco a dirlo. Posso parlare di numeri di manifestazioni; la manifestazione più importante viene fatta in zona Milano e si riferisce al 1300. Arrivano persone dalla Francia, dalla Germania, dall’Inghilterra, si parla di circa 300 armati in campo e 100 arcieri, approssimativamente si arriva al migliaio di persone.

Le manifestazioni come si svolgono? Di solito durano dalle 2 alle 3 giornate, va specificata la differenza tra rievocazioni e feste medievali. Le feste sono cose pubbliche con ampia partecipazione di gente, sbandieratori e persone che si vestono più o meno secondo quel periodo, senza un particolare studio. La rievocazione è molto più precisa, partecipano soltanto rievocatori, gente che lo fa per passione ripetutamente durante l’anno, cercando sempre di perfezionarsi. Io cerco di essere più purista possibile, poco tempo fa abbiamo fatto una battuta di caccia con l’arco ed il mio arco è, come era allora, un pezzo di legno con una corda. Si trovano però segni sull’arco, indicazioni di dove inserire la freccia, tutte cose che non esistevano, ancora corde di nylon e non di lino etc. Nel medioevo non erano stupidi, se pioveva sapevano come coprirsi, con freddo o caldo sapevano come difendersi, basta saper ricercare. L’unico appunto che faccio a queste rievocazioni è che siamo tutti cavalieri con la spada. All’epoca una spada costava circa come una Ferrari oggi, per cui erano in pochi a potersela permettere; inoltre ad ogni nobile corrispondevano centinaia di servi, ma chi va ad una rievocazione per fare il servo? Un altro aspetto poco realistico è l’utilizzo della biancheria intima o l’uso degli occhiali che dovrebbero avere la forma che avevano nel Medioevo.

Ma le battaglie come funzionano? Noi le battaglie le facciamo veramente, ce le diamo sul serio. Ovviamente le spade non hanno filo ma sono comunque spranghe di ferro che ci sbattiamo sugli elmi reciprocamente. Prima ho detto che abbiamo spostato il nostro periodo passando ai primi del 300 per motivi di sicurezza, ecco intendevo questo. Infatti dai primi anni del 300 sono comparsi i guanti con le scaglie di ferro e, dato che noi con le mani ci dobbiamo lavorare… Le armature sono più di sicurezza che sceniche, ovviamente replicate come erano realmente. Ci sono degli artigiani bravissimi, tu vai da loro e chiedi un elmo del 1250 e loro te lo riproducono. Ovviamente se vado ad una rievocazione del 1280 con un elmo del 1285 si chiude un occhio, di certo non posso andare con un elmo del 1350.

Le manifestazioni hanno degli anni precisi? Molte si, quando si rievocano eventi collocati precisamente nella storia, ad esempio la battaglia di Casorate o lo sposalizio di Nicolò da Carrara, abbiamo date precise. La sicurezza viene comunque prima della precisione storica. Ovviamente anche le compagnie hanno la loro datazione per cui se io organizzo una rievocazione del 1200 non andrò ad invitare compagnie che fanno il 1300 o il 1400. Poi nel giro si conoscono tutti quelli che fanno lo stesso tuo periodo. Ultimamente infatti il Medioevo si sta un po’ saturando per cui molte compagnie si spostano a fare il 1500 o il 1600. Le nostre battaglie sono simili al rugby, in battaglia puoi farti male ma poi vai sempre a bere una birra insieme all’avversario. Ci sono regole precise da noi come in tutta Italia, se uno si è fatto male o è stanco, si inginocchia e nessuno lo tocca più. Sai che le dai e sai che le prendi ma per noi è un divertimento e lo facciamo con questo spirito.

Da appassionato cosa ti ha colpito di più del Medioevo? La cosa più particolare sono i mobili smontabili che si possono definire tipo Ikea, poi tutti parlano del Medioevo come un’epoca buia, invece è stato un periodo di grandi scoperte e di grandi innovazioni, pensiamo agli occhiali, ai pantaloni, al tavolo, ai vetri, alle finestre…sono tutte invenzioni medioevali. Inoltre la cartografia o i mulini, l’aratro e molte altre cose sono nate in quel periodo: il Medioevo non è stato affatto un periodo buio, è stata un’epoca piena di scoperte e di grandi novità. A livello di ricchezza anche in quel periodo i nobili cercavano di farsi vedere il più possibile, sfoggiavano gli abiti più belli e ci tenevano ad apparire come noi oggi. Poi sono arrivate leggi per cui se ti potevi permettere certe cose potevi pagare di più, per cui si è tornati ad un certo rigore, proprio come oggi direi… L’invito però che mi sento di fare è di venire a vedere una rievocazione, vederla dal vero è una cosa grandiosa, la prima volta che ci ho partecipato mi sono pentito di tutto quello che non ho studiato.

By Matteo Tornielli

 

In Veneto, like a little bit everywhere in Italy, there are societies that recall more or less precise historical times. Their passion is historical re-enactment, as opposed to the village festival. They differ in the precision and obsession in the historical reconstructions of weapons, clothes, furnishings and more. It’s not a hobby, but a real passion that brings people to research the specific time period and to be a little bit of eye witnesses. We were lucky enough to meet Samuel Silvestrin, a Padua carpenter who tells us what the medieval re-enactment is for him.

Samuel, how was this passion born? My girlfriend, her parents and I are part of a historical re-enactment society linked to the Carrara timeframe in Padua, between the mid 200’s and the beginning of the 300’s. We came closer to the years 300, also for security requirements and opportunities for the represented events. We do everything as a hobby and, in addition to the events, we try to reproduce medieval historical objects in wood and fabric. Passion does not arise from study – I always had difficulties when studying history. When I met my girlfriend, who made historic re-enactment in this town, we started asking ourselves if it is worth doing all this for a single day a year. At that point we met the historic society we now part of and we started to participate in many more events throughout Italy. At first, we did not know how to behave, what clothes were correct and what not, etc. So we started a real research and study path. I began to study history, and especially the medieval period. At that point then you get all right, dress, weapons, furniture, so that the reenactment is as faithful as possible for the year to which it refers. For example, you get to look at the height of the belt, which for a noble goes from 1.5 cm to 2, for a girl not more than 1 cm.

All this information comes from treaties, paintings and real objects that came to us. Obviously, the real object is much safer but we are lucky to live in Padua, which has the set of most important medieval frescos in the world. After this somewhat troubled start, we began to study and create the medieval furniture in our carpentry. In Italy, as far as I know, we can count 3 carpentries which are able to do this work. Therefore, upon request and for passion, we started studying and making tables, crates, beds, chairs and all the furniture. From here the most commercial branch of my passion was born. This also led us to collaborate with some museums, for which we reproduce the furnishings, the Bergamo Museum, the Castell’Arquato Museum, the Torre Museum. We also collaborate with many re-enactment curators who ask for items referring to a precise historical moment . For the piece of art, reproduction fidelity is paramount. When we make a piece that is then used every week in re-enactments, the necessity of being re-usable also becomes important. Being really part of this world also means understanding how an object was created and reproducing it not only aesthetically but also from a construction method perspective. In this you put a lot of efforts to acquire credibility and you can lose it anytime if you do things not properly and you meet whom knows more than you do.

What numbers are we talking about? I cannot tell how many passionate people there are. I can speak in terms of numbers of events. The most important event is in the Milan area and relates to the 1300’s. People come from France, Germany, England. There are about 300 armed people on the field and 100 archers, about one thousand people in all.

How are the events organized? Usually they last from 2 to 3 days. We need to clarify the difference between medieval re-enactments and festivals. Festivals are public events with a large numbers of participants, flag wavers and people dressed more or less according to that time period, without a particular study. The re-enactment is much more precise, only the re-enactors are involved, people who do this for passion and repeatedly throughout the year, always trying to perfect themselves. I try to be as purist as possible. Not too long ago we set up a bow hunt and my bow is, as it was then, a piece of wood with a rope. However, you can find signs on the arch indicating where to insert the arrow, which did not exist during the reference time, equally nylon ropes instead of linen ones etc. In the Middle Ages, if it rained they knew how to find shelter, also with cold or hot weather. You just need to research. The only objection I have about these revelations is that we are all knights with the sword. At that time, a sword costed about like a Ferrari today, so few were able to afford it. In addition, to each noble corresponded hundreds of servants, but who goes to a re-enactment to act as a servant? Another unrealistic aspect is the use of underwear or the use of glasses that should have the shape they had in the Middle Ages.

How do the battles work? We set up true battles, we seriously hit one another. Obviously, the swords do not have an edge, but they are iron rafts that we slam on each other’s helmets. Before I said that we moved our reference time to the beginning of the 300’s for security and this is what I meant. Since the early years of 300 gloves with iron scales appeared and since we do need to work with our hands … The armor is more for security than for scenic purposes, obviously replicated as it really was. There are very good craftsmen, you go to them and ask for a 1250’s helmet they reproduce it. Obviously if I go to a 1280 re-enactment with a 1285 helmet it’s ok, but I certainly cannot go with a 1350’s helmet.

Are the events for specific years? Many do, when they recall events that are precisely timed in history, such as the Battle of Casorate or the wedding of Nicolò da Carrara. Security nevertheless comes before the historical accuracy. The societies also have their dating structure, so if I arrange a re-enactment of the 1200’s I will not invite societies that represent 1300 or 1400. All those dealing with the same time period know each other. For example, the Middle Ages are somewhat satured, therefore societies move to 1500 or 1600. Our battles are similar to rugby, in the battle you can hurt yourself, but then you always go and have a beer together. They are precise rules throughout Italy: if someone is hurt or tired, he kneels and nobody touches him anymore. We know we can get hurt, but for us it’s fun and we do it with this spirit.

What impressed you most about the Middle Ages? The most remarkable things are the furniture kits that you can define as Ikea type. Everybody talk about the Middle Ages as a dark era, instead it was a period of great discoveries and innovations. Let’s think of glasses, pants, tables, window glasses… they are all medieval inventions. Furthermore, cartography and mills, plows and many other things were born at that time. The Middle Ages was by no means a dark period, it was an age full of discoveries and great novelties. From a wealth perspective, even at that time, nobles were trying to show off as much as possible, they wore the finest dresses and their look was important to them, like it is for us today. Then laws were introduced, according to which you had to pay more if you could afford more. A certain rigor reappeared, just as today I would say … I want to invite people to come and see a re-enactment, watching it live is a great thing. The first time I participated I regretted everything I did not study.

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