«Più sabbia è passata nella clessidra della nostra vita, più chiaro vediamo attraverso essa». (Jean Paul)

«Per me il tempo è una clessidra e io sono la sabbia». (Erri De Luca)

Il Tempo. È il bene più prezioso, ma non puoi comprarlo. Non puoi conquistarlo o sedurlo. Non puoi implorarlo. Non ritorna. È implacabile: non si ferma. Fugge via inafferrabile. Come sabbia fra le dita. Siamo tutti minuscoli granelli in balia del destino. La nostra esistenza è fugace, come lo scorrere della polvere all’interno di una clessidra…

La clessidra è un antichissimo strumento di misurazione del tempo inventato dai Caldei e giunto agli antichi Egizi e ai Greci. Le prime clessidre, risalenti al XV secolo a.C., erano congegni ad acqua (in greco “klepsýdra”, “ruba-acqua”). È invece più recente (300 a.C.) la clessidra a sabbia o “clepsamia” (anche se nella lingua italiana “clessidra” indica entrambi gli strumenti). I primi “orologi a sabbia” erano ampollette contenenti polveri di marmo o gusci d’uovo tritati. Questi oggetti sono stati usati per secoli per studiare, per sermoni o preghiere, nei parlamenti greci o romani, e nella navigazione, dove, fino al 1800, tale dispositivo cronologico era preferito all’orologio meccanico.

1. Foto di Roberta Vanore copia   Per cronometrare con le ampolle la durata di un anno sono stati creati strumenti di dimensioni gigantesche, come i tre più grandi orologi a sabbia esistenti, realizzati nell’ultimo ventennio a Mosca, Budapest e Nima, in Giappone.

 

La clessidra BMW a Mosca

La più grande clessidra al mondo è l’istallazione da Guinness dei primati inaugurata nel 2008 a Mosca, in Piazza Rossa, accanto alla Cattedrale di San Basilio e al Cremlino: un’enorme struttura in vetro acrilico e acciaio, alta quasi 12 metri e pesante 40 tonnellate, contenente un’automobile BMW. La casa automobilistica tedesca ha infatti realizzato la clessidra per lanciare il modello Serie 7, inizialmente nascosto da oltre 180mila sfere argentate, che sono lentamente scese, svelando l’autovettura l’8 luglio 2008.

 

La Ruota del Tempo di Budapest

La “Ruota del Tempo” (Időkerék o Time Wheel) di Budapest, in Ungheria è una maestosa ruota in granito rosso, acciaio inox e vetro antiproiettile, di 8 metri di altezza, 2 metri e mezzo di spessore e 60 tonnellate di peso, collocata nel parco di Pest. Questo gigantesco monumento astronomico contiene granuli sferici di vetro e deve essere ruotato di 180 gradi per un ciclo annuale. Progettata dal filosofo János Herner nel 1982 come simbolo d’immensità e continuità, la Ruota di Budapest è stata inaugurata il 30 aprile 2004 – anno in cui l’Ungheria è entrata nell’Unione Europea – per segnare simbolicamente l’inizio di una nuova epoca, e, fino al 2008, è stata la più grande clepsamia della storia. Purtroppo però questo imponente segnatempo ha perso il suo valore scientifico e simbolico perché, a causa dell’umidità interna, non è funzionante.

 

La clessidra del Museo della Sabbia di Nima

All’interno di una delle sei grandi piramidi di vetro del “Museo della Sabbia” di Nima (sorto in Giappone nel 1991), si trova la terza clepsamia più grande al mondo. Realizzata nel 1994, è alta 6 metri e in un anno fa defluire una tonnellata di sabbia, per essere poi capovolta ogni capodanno.

Nell’epoca attuale le clessidre hanno perso utilità, ma hanno aumentato il loro fascino: l’ammaliante e ipnotico movimento della sabbia che inesorabilmente scorre, incanta e seduce, ed è capace di raffigurare la fugacità del tempo, la precarietà della vita terrena e il mistero dell’esistenza meglio di un moderno orologio ad alta precisione. Per questo motivo il design contemporaneo ha trasformato l’antico strumento cronologico in un raffinato elemento d’arredo: dalla più piccola clessidra (2,4 cm e 5 secondi di durata) alla più costosa in polvere di diamanti da 10mila carati (4 milioni di euro); dalla clepsamia “magnetica” con limatura di ferro, fino alla suggestiva “Awaglass”, la clessidra con bolle di sapone che salgono verso l’alto ideata dal designer giapponese Norihiko Terayama.

 

“The Hourglass” di Marc Newson

Con Marc Newson la percezione del tempo diventa opera d’arte. Nel 2015 il designer ha creato a Basilea la sua preziosa “Hourglass”, soffiata artigianalmente dai maestri vetrai svizzeri da un unico pezzo di vetro borosilicato contenente 8 milioni di minuscole sfere placcate in oro giallo, per un valore di 28mila dollari.

Marc Newson Hourglass

 

“Clepsy” di Nicola Azzaro

L’istante si ferma in un eterno presente di luce in “Clepsy”, la futuristica lampada-clessidra a led cob progettata dall’interior designer Nicola Azzaro, fondatore del brand “nicolazzaro italian design”. Artigianalità e tecnologia si coniugano nel purissimo PMMA (polimetilmetacrilato, noto come plexiglass o vetro acrilico), che seduce per le sue doti di trasparenza, resistenza e leggerezza superiori al vetro. Questa avveniristica “clessidra luminosa”, emblema dell’eccellenza italiana all’”Index Dubai 2017″, trasforma l’antica klepsýdra in un intrigante arredo del futuro, che “illumina” il tempo trasformando l’eternità in pura luce. Speranza ottimistica verso l’avvenire.

Dalle remote origini nei lontani secoli bui, fino ad un futuro sempre più radioso, il fascino della clessidra non conosce confini. È inarrestabile, come solo lo scorrere del tempo sa essere.

 

Testo e foto by Roberta Vanore

 

 

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