Da dove nasce questa tua passione per James Bond?

Nasce dalla prima macchinina Aston Martin db5, prodotta dalla Corgi, che usavo in cortile per fare le gare con gli amici. Ci giocavo sempre fino a che portandola qui in albergo, sul bancone della reception, mi sono distratto, è caduta e si è rotta. Avevo 7 anni e mi sono fatto mandare dall’Inghilterra un altro modello perché in Italia non si trovava, ne ho voluto una copia, arrivò ma non era uguale. Aveva cinque trucchi anzi che tre. Ho smontato le due macchinine e ne ho rimontata una con i pezzi dell’altra. Questa macchinina tutt’ora la conservo in ufficio, è la mia numero uno, un po’ come la monetina di Paperone. Da lì nasce e poi si è allargata la mia collezione, perché il mio migliore amico Francesco Mancini, che è diventato Vicerettore dell’Università di Singapore e Direttore dell’International Peace Institute, era un grande appassionato come me di Bond ma non uno sportivo. Dovevamo trovare un trade d’union, io sono sportivo, amo lo sport, sono maestro di sci. Il trade d’union è stato James Bond e da li abbiamo cominciato ad andare nelle location di viaggio dove andava James Bond e a fare delle riprese delle stesse scene di Bond solo in chiave più comica e le montavamo in maniera originale, facendo ridere la gente.

C’è una grande diatriba su quale sia l’attore che meglio impersona l’agente segreto. Molto spesso i nostri coetanei lo associano a Sean Connery e molti altri dicono che l’attuale attore Daniel Craig è molto più fedele alle storie originali. Tu cosa ne pensi?

Per la nostra generazione Roger Moore è l’attore che impersona meglio James Bond. Era un gentleman, gli regalai un libro e lo invitai in albergo da me all’Admiral Hotel Milano, l’indomani a Monaco, lui mi scrisse un’email che non poteva, non la fece scrivere dalla sua segretaria. Aveva uno humor pazzesco. Ero andato alla Prima a Londra dei 40 anni di Bond, c’erano tutti i Bond tranne Connery, e una giornalista della BBC gli fece un’intervista chiedendogli quale fosse per lui il miglior Bond della storia. Lui la guardò e rispose: ”Perché ce ne sono stati altri?”. Chiaramente il migliore attore che ha inventato Bond rimane Sean Connery, in quanto è inarrivabile. Poi ha subito forti adattamenti grazie a Terence Young che gli ha dato quel tocco di classe, da primo regista, aiutandolo ad essere un gentleman totale. Pierce Brosnan è stato bravo a incarnare il perfetto mix tra humor britannico di Sir Roger e la felinità di Sean Connery.

So che hai recitato in una pellicola, com’è stata per te l’esperienza vista la tua passione?

Ho vissuto una tensione costante, sia per la paura di non avere la parte, sia perché era sul mio lago di Como. Da bambino mio nonno aveva una casa sul lago di Como. Ho ottenuto la parte insistendo con tutti fino a quando non me l’- hanno data. Alla fine in tre liste di comparse ero al primo posto. Quando arrivai, fui accolto dal costumista degli attori, che aveva detto ai colleghi che mi avrebbe seguito lui perché ero uno importante. Mi aveva detto di arrivare low profile con un paio di sneakers e un orologio normale, poi mi guardò e mi disse che sarei stato il dottore numero uno e che avrei dovuto spingere Daniel Craig in sedia a rotelle. Mi aveva detto che mi davano tutto, dovevo solo portare scarpe eleganti e un orologio. Arrivai con un look accurato, mi fece provare gli abiti e me li ritoccò, mi tagliarono il pizzo e i capelli, truccarono e fotografarono. Alle cinque del mattino ci furono le convocazioni per la scena, ci caricarono sul battello per arrivare a Villa del Balbianello sulla punta, faceva tanto freddo perché la notte prima aveva nevicato sulla Val D’Intelvi. La giornata fu spettacolare e il cielo era terso. Con il fatto che aveva nevicato il regista cambiò la scena, non spinsi più Daniel Craig con la sedia a rotelle, c’era una sedia di legno impiantata nel prato, molto pesante e difficile da spostare. Passai dietro da dove mi si vedeva ugualmente, diedi il mio camice a un’altra persona, e un’altra tenne tre stetoscopi. Ho accettato, solo che ero talmente dietro che non lo vedevo. Sul set c’era tanta tensione, avevano imposto il divieto di sorvolo e di navigazione, avevano chiuso la strada, Per andare in bagno mi toccò passare davanti alle telecamere, perché il bagno era in quella direzione, e l’indomani i giornalisti mi chiamarono per farmi un’intervista. Una comparsa si era portata una reflex per fare le foto, fu allontanata e così da cinque restammo in quattro. I giornalisti si erano riparati nel bosco, con la polizia in borghese che li mandava via. C’era Elio Chiocci che era capo-barman di Villa D’Este che mi aveva dato un po’ di dritte, la sera prima era stato lì Daniel Craig, gli avevano dato due belle donne che lo accompagnavano. Era il primo anno che Daniel Craig faceva Bond.

Qual è il passaggio attraverso il quale da appassionato si diventa collezionista?

Hai una collezione privata d’inestimabile valore. Ho incominciato a collezionare in tardissima età dopo aver fatto la conoscenza dei fratelli Ustignani di Lugo di Romagna che organizzavano fiere vicino al mio albergo. Collezionavano da anni giocattoli di James Bond e Batman, mi hanno fatto conoscere un mondo per me sconosciuto fino a quel momento. Ho iniziato una ricerca quasi da cacciatore, da archeologo nei negozietti di giocattoli sparsi per il mondo, una volta non esistevano internet ed ebay. Adesso sono tutti chiusi con l’avvento di internet, ebay e le aste. Ai primi tempi di ebay persi un’asta perché si impallò il modem 54 k a 30 secondi dalla scadenza dell’asta e uno rilanciò su una pista non licenziata ma che era chiaramente un remake di: “Al servizio segreto di sua maestà”, che era il mio film preferito. Ho fatto una ricerca stremata per capire chi se lo aveva aggiudicato, gli chiesi quanto voleva per quel film e lui mi chiese in cambio alcuni libri di Bond.

Qualche volta hai mai trovato difficoltà nell’aggiudicarti o nel trovare un pezzo da collezione per cui hai pensato di rinunciare all’impresa?

Non ho mai rinunciato. Se avessi comprato un Aston Martin all’epoca avrei fatto un buon affare, come l’orologio che all’inizio non volevo comprare perché costava troppo ma poi l’ho comprato. Ho partecipato al Mercante in fiera a Parma, avevo portato i miei cimeli da collezione, mi pagarono 6.000 euro, ne misi altri 4.000 e comprai questo orologio. L’episodio dell’asta notturna è stato clou e poi c’è stato un altro caso dove gli ultimi mesi delle lire andai al mercatino di Novegro da Indiana Jones del mercatino, presi in mano tremante per guardarla una macchinina dentro la scatola sigillata e chiesi al venditore quanto costava. Mi rispose 50.000 lire, ma avevo solo 38.000 lire e me la vendette lo stesso.

Qual è il pezzo numero uno in assoluto?

L’Aston Martin è la numero uno, ma anche la Lotus subacquea con i carburatori della mia famiglia: I Dell’Orto.

Perché ci sono questa ossessione per Bond e maniacalità nel reperire le cose? Qual’è il segreto?

I tabloid inglesi sostengono: “Bond è l’uomo che tutti gli uomini vorrebbero essere e tutte le donne vorrebbero avere nel letto. Poi chi non sogna di vestirsi elegante come James Bond, bere, fumare e avere le donne più belle del mondo come lui? Ha come auto aziendale l’Ashton Martin e la Bentley come auto di proprietà e in più la licenza di uccidere”. Sono diventati famosi nel mercato i gadget di Bond (orologio da polso Omega, la valigetta, le scarpe, i vestiti). Terence Young portò l’orologio dal suo camiciaio in Russell Jermyn Street, gli chiese a quanto gli faceva le camicie con doppio polso ma senza gemelli con il bottone, in stile Bond. La camicia base costava 120 sterline vent’anni fa, con il polso Bond 190 sterline. Bond ha saputo sempre stare al passo con i tempi e anticiparli, vivendo nel lusso sfrenato e avendo eleganza innata, “tutti vorrebbero essere come lui”. James Bond era un ornitologo, ha scritto “Bird on the West Indies” mentre era in Jamaica. Fleming ha chiamato la sua spia James Bond, provocando un clamore enorme e rendendo la vita di James Bond e sua moglie un inferno. Nella libreria della Columbus University è stato trovato un libro scritto dalla moglie di James Bond dove lei ha scritto com’è cambiata la loro vita per colpa di Fleming.

 

 

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