Ivana Spagna: “Il mio cuore è a Valeggio sul Mincio “.

Una cantante italiana che si chiama Spagna e canta in inglese non avrebbe mai successo. Sembra impossibile ma questo fu detto a Ivana da diversi discografici prima del successo internazionale di Easy Lady. Ivana era nel pieno della sua gavetta, cantante e musicista insieme al fratello Theo del gruppo Opera Madre: tante serate in giro per l’Italia suonando dal vivo musica dance, diverse produzioni per la pubblicità e per progetti spot nell’ambito della crescente italodance music. Erano gli anni ’80 e in questo ambiente di grandissima creatività artistica nacque il fenomeno Spagna con la hit Easy Lady, un successo da milioni di dischi e cui radici però partono da Valeggio sul Mincio (Vr), suo borgo natale. Proprio qui, infatti la giovanissima Ivana ha scoperto la musica, complice un concorso indetto dal parroco del paese. Una favola in un contesto da favola: in una lontana serata al Teatro Smeraldo la futura Regina della dance debuttava poco più che bambina. Non raggiunse il primo posto ma scoprì che la ragione della sua vita sarebbe stata la musica. Proprio qui lo scorso 30 marzo Ivana Spagna ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria, tornando ad esibirsi allo Smeraldo: per lei infatti la giunta comunale presieduta dal sindaco Angelo Tosoni e dall’Assessore alla cultura Leonardo Oliosi si è riunita sul palcoscenico del teatro e con grande commozione ed affetto ha consegnato il sigillo storico del Comune, creato dall’orafo Alberto Zucchetta. Al termine della premiazione, Ivana è tornata ad essere solo Spagna esibendosi in un travolgente medley dei suoi grandi successi; applausi infiniti, selfie, autografi e un calore davvero raro ancora una volta Valeggio ha dimostrato di non aver dimenticato Ivana e viceversa, un connubio di valori e autenticità che restano nel cuore di Spagna, veneta doc.

Una cittadinanza onoraria meritata e inaspettata dopo tanti anni lontano da Valeggio. Si, un riconoscimento davvero importante che condivido con mio fratello Theo. Ho sempre parlato di Valeggio sul Mincio e di Borghetto, il borgo da sogno dove i miei avevano una piccola casa che possiedo tutt’oggi ristrutturata esattamente come i miei genitori l’avrebbero desiderata. Questo è il mio rifugio, a due passi dal ponte medievale, davanti a borgo, accanto al fiume: immagini immutate nel tempo, emozioni associate ad ogni luogo, ricordi indelebili nel mio cuore.

Che cosa racchiude questo luogo oltre ad una bellezza rara? E’ il luogo dove ho vissuto il periodo più bello della mia vita, racchiude la felicità della mia famiglia, i sogni di una bambina, i sacrifici dei miei genitori, l’affetto più grande che una persona possa provare: non avevamo soldi ma eravamo felici. Era il nostro mondo dei sogni, senza soldi ma ricchi di amore e speranze per il futuro.

Tra i tuoi meriti, hai portato nel mondo la cultura italiana attraverso la musica, ma non solo: anche la cucina veneta se non erro,soprattutto quando vivevi a Los Angeles! Si. All’inizio degli anni ’90 andai a vivere a Los Angeles per la lavorazione di due album. Dopo varie insistenze venne pure mia madre! Invitavo a cena spesso produttori, musicisti e amici: la casa era sempre piena di gente e cucinavamo per tutti. Una sera un mio amico mi chiese se poteva unirsi a noi un cantante e ovviamente accettai. Eravamo già a metà cena e prese dall’allegria io e mia mamma ci eravamo già scolate alcuni bicchieri di rosso! Il menu della serata era a base di spezzatino e altre specialità italiane. Suonò il campanello e si palesò Michael Bolton! Già eravamo senza parole ma quando mi disse che era vegetariano ci fu il panico: mi ricordo io e Gemma a ridere come matte in cucina nel tentativo di preparargli qualche piatto veneto a base di verdure! Comunque apprezzò molto!

 

Livein, oltre alle eccellenze, parla di lusso: che cosa rappresenta per te il lusso? Il lusso è stare bene, magari a casa mia insieme ai miei gatti. Il lusso è sapere apprezzare il bello, il lusso è una cena deliziosa con un buon vino. Il lusso è trovarsi inaspettatamente a dormire in un hotel magnifico, anche solo per una sera nel pieno di una tournée.

Quali sono gli hotel che non dimenticherai mai? L’Hotel Halcyon di Londra e il Georges V di Parigi, a mio parere  gli hotel che mi hanno tolto il fiato dalla bellezza.

L’inglese e Spagna sono un binomio indissolubile: che cosa rappresenta per te questa lingua? E’ nato da un rapporto conflittuale: alle medie fui bocciata proprio perchè non avevo studiato l’inglese! Forse per questo nacque una sfida con me stessa, un riscatto che arrivò non solo a scuola ma soprattutto con la musica. E’ la lingua in assoluto che consente di ballare oppure di cantare qualunque cosa, proprio perchè è consonantica, lascia maggiormente in sospeso le frasi, ha una sonorità senza paragoni.

L’inglese ti ha permesso anche di essere scelta da Elton John per The Lion King, il Cerchio della vita. Si, il provino fu fatto dapprima in inglese. Lui disse che la mia voce associata a quella canzone era la voce di Madre Natura.

Dove vivi oggi? A Blevio, sul Lago di Como, ma davanti agli occhi miei c’è sempre Borghetto di Valeggio sul Mincio.

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