L’Acetaia Giusti di Modena è la più antica azienda di aceto balsamico esistente al mondo, attiva dal 1605 e gestita attualmente dalla diciassettesima generazione della famiglia Giusti.
Ha ricevuto ben quattordici medaglie d’oro durante le importanti Esposizioni Internazionali di fine Ottocento tenutasi a Firenze, Parigi, Vienna e Bruxelles e in altre città straniere, e uno stemma d’oro dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III nel 1929, in qualità di fornitore ufficiale di Casa Savoia.

Qual’é la chiave di successo dell’ ”Oro nero di Modena” attualmente esportato in tutto il mondo nelle due versioni Aceto Balsamico di Modena IGP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP?
Alla base c’è un’antica ricetta che viene tramandata in gran segreto da padre in figlio da molti secoli e come sosteneva il suo fondatore Giuseppe Giusti il successo sta in alcune regole d’oro: “scelta delle uve, qualità dei recipienti e tempo”. Considerando l’ampio successo ottenuto dall’apertura al pubblico dell’azienda con oltre 20mila visitatori nel 2017 (di cui l’80% delle presenze dall’estero) l’Acetaia ha deciso di investire sul turismo due milioni di euro per l’apertura del Museo dell’Aceto Balsamico affiancato da una sala degustazione e una zona di maturazione delle botti antiche in un borgo antico modenese, ristrutturato per l’occasione, formato da tre edifici, che occupano una superificie totale di oltre 1.500 metri quadrati. Il museo è stato inaugurato il 1 ottobre dinanzi al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, all’Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna Palma Costi, all’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli e al Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. L’amministratore delegato Claudio Stefani ha sostenuto come il progetto del museo sia stato concepito cinque anni fa per soddisfare le curiosità dei numerosi appassionati del prodotto ed informare i visitatori sulle caratteristiche di un vero aceto balsamico, al fine di abbattere eventuali falsificazioni del prodotto. I visitatori all’interno del museo potranno assistere alla ricostruzione della storia dell’acetaia e dei suoi aceti dal 1605 ad oggi, ammirando le prime etichette e i primi loghi realizzati, gli antichi orci che contenevano l’aceto e i diplomi europei conseguiti nel 1889 durante l’Expo di Parigi.

www.giusti.it

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