Tratto da Livein n. 38 Marzo 2017 • In memoria di Guido, mancato il 31 luglio 2017

 

Laureato in scienze politiche, nel 1978 conosce Maurizio Solieri, ed entra così a far parte della Steve Rogers Band, che accompagna Vasco Rossi anche nei concerti. Nel 1979 produce l’album Colpa d’Alfredo: è l’inizio di una collaborazione che dura tuttora. Sono suoi i giri armonici di Brava Giulia, Bollicine, Giocala, Stupido hotel e altre. È coautore di molti brani di Vasco Rossi e ha suonato cembalo, conga e chitarra in alcuni lavori del cantautore emiliano. Ha prodotto dischi di altri artisti come Alberto Fortis, Marco Conidi, Skiantos, Stefano Piccagliani e Clara and the black cars (Clara Moroni). Ha anche prodotto il disco postumo di Massimo Riva, Comandante space.

Da quasi quaranti anni collabori con Vasco Rossi di cui sei produttore artistico ma anche autore di molti brani. Quanto hai investito nella tua vita su questa collaborazione? Quale “realtà alternativa” desidereresti nel caso in cui dovessi riscrivere la tua vita? C’è qualcosa che ti rimproveri? degli errori o delle decisioni impopolari che non rifaresti?
Ho investito in pratica tutta la vita. Non ho idea di cosa avrei desiderato fare. In realtà dovevo fare il dirigente d’azienda e non mi sarebbe dispiaciuto. Sono laureato in scienze politiche, ramo sociologico, è ho discusso una tesi sul marketing.
Ma dopo i primi colloqui di lavoro è sorto un problema di tessere di partito e nonostante il mio disordine mentale in queste cose sono un puro.
Gli errori sono tanti e di tutti i tipi: economici, sentimentali e di salute. Però fino ad ora ho sempre imparato qualcosa da questi errori.

Da un anno è uscito il tuo primo disco da solista in cui interpreti e suoni tue canzoni assolutamente inedite. Hai dichiarato che l’esigenza di produrre questo materiale era ormai imprescindibile. I temi trattati nei testi sono taglienti e maturi, ma anche ironici e leggeri.

Questo album colto, ricco di citazioni, vuole dare una nuova visione di te o semplicemente rappresenta un’esigenza espressiva che doveva trovare il suo spazio?
Vuole dare la vera visione di me. Quella più nascosta. Ed è anche un’esigenza espressiva che covavo da anni. Ci sono varie influenze nel tuo disco: da Bob Dylan, a Leonard Cohen a Nick Cave, tutti artisti internazionali.

Quale di questi senti più vicino? Si tratta di un confronto consapevole o semplici affinità?
A tutti e tre. Ho qualche cd in meno di Nick Cave ma sono pur sempre numerosi. Le influenze sono tantissime e quando sono tante si notano di meno.

Quanto la tua creatività è influenzata dal tuo vissuto personale?
E’ più il lavoro ad avere influenzato la tua vita o viceversa?
La risposta è tutta nella domanda. Tutto collegato.

Hai già in programma un secondo album?
Ho già molto materiale pronto a livello di pre-produzione casalinga. Appena il lavoro con Vasco me lo permetterà inizierò la produzione vera e propria.

Edit By Olivia Spatola

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