A novembre è tornato il grande rugby con ben quattro test match che hanno visto impegnati gli “azzurri” sia in casa che dall’altra parte del mondo. Si è iniziato con Irlanda vs Italia sabato 3 novembre a Chicago, incontro organizzato oltreoceano per promuovere la disciplina della palla ovale nel continente nord-americano. Poi un trittico con un finale da brivido nella nostra penisola: con la Georgia al Franchi di Firenze (sabato 10), l’Australia all’Euganeo di Padova (17 novembre) e la Nuova Zelanda sabato 24 all’Olimpicodi Roma. Gioco di squadra per antonomasia, il rugby nasce a metà dell’800 nell’omonima cittadina inglese quando, durante una partita di calcio, William Webb Ellis prese la palla con le mani andando a schiacciarla oltre la linea di fondo campo. Da allora il gioco della palla ovale si è evoluto in popolarità e regole tanto da diventare uno degli sport più seguiti in molte nazioni del Mondo. Disciplina ferrea e rispetto delle regole e degli arbitri, sportività e rispetto dell’avversario, il rugby fonda le sue certezze e la sua spettacolarità nel gioco di squadra. Il sostegno “dei compagni” ed “ai compagni” è alla base di questo gioco che, non a caso, viene ritenuto fondamentale dagli anglosassoni per la formazione dei ragazzi nei college. Per chi non ha mai assistito ad una partita di rugby capire il gioco e le sue regole non è semplicissimo, ma sicuramente ne vale la pena, e forse è proprio per questo che la nostra Nazionale spesso e volentieri raggiunge il sold-out negli stadi ove si esibisce.
Il rugby è una festa non solo in campo dove, a discapito dei duri scontri di gioco vige un fair play molto rigido, ma anche sugli spalti – i tifosi assistono ai match senza divisioni di sorta – e nei villaggi allestiti all’esterno degli stadi nei quali, spesso e volentieri, si riescono ad incontrare gli eroi della partita. Come dicevamo, la palla ovale è uno sport duro, nel quale è richiesta una preparazione fisica certosina per ridurre al minimo gli inconvenienti fisici propri di un gioco di contatto, ma è anche uno sport in cui la goliardia ed il cameratismo la fanno da padrone creando un legame indissolubile tra chi lo ha praticato. Le cene in onore del team avversario hanno regole e dress code stabiliti: in divisa sociale durante i Cattolica Test Match ed in smoking durante il Sei Nazioni!
Nel rugby alla prima partita in Nazionale si riceve il “cap” (esclusivo cappellino che sta a significare la presenza) ed i compagni di squadra spesso si sbizzarriscono in una iniziazione che mai viene considerata come un episodio di bullismo ma sempre come una tradizione goliardica da ricordare con il sorriso per tutta la vita. Perché anche se in campo la palla ovale è una guerra… quando si esce dal campo è la più bella favola da raccontare!

BY LUCA PEZZINI

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