By Roberta Vanore

Il principio dell’esistenza, il mistero della creazione. La nascita. Tutto parte da un uovo. Con la sua forma perfetta – un’anima vitale racchiusa e protetta da un fragile guscio – l’uovo simboleggia il miracolo della vita sin dalle più antiche civiltà. Nella mitologia pagana è emblema di fertilità e rinascita, mentre nell’iconografia cristiana acquista sacralità come simbolo della risurrezione di Cristo e della Pasqua. Le uova di cioccolato con sorpresa sono invenzione moderna, ma l’usanza di donare uova decorate nel periodo pasquale risale al Medioevo, quando i nobili si scambiavano doni preziosi. Questa tradizione raggiunge l’apice nella Russia di fine Ottocento, quando le uova si trasformano in pregiate opere d’arte contenenti magnifiche sorprese. È infatti nella aristocratica San Pietroburgo – città simbolo della grandezza imperiale degli zar – all’epoca della dinastia Romanov, che nascono le Uova Fabergé, creazioni di alta gioielleria orafa apprezzate in tutto il mondo.  A inventare questi celebri tesori è il gioielliere russo Peter Carl Fabergé – conosciuto anche come Karl Gustavovič Faberže (1846-1920). Nel 1872 il giovane Carl subentra all’azienda orafa di famiglia fondata nel 1842 a San Pietroburgo dal padre Gustav, il quale accentuò la “e” finale del cognome per celebrare le origini francesi della famiglia e attrarre la nobiltà russa, che all’epoca subiva molto il fascino della lontana Francia. L’accento contribuì ad incrementare il successo della Maison Fabergé, che, sotto la guida di Carl, si trasformò nella più grande impresa orafa dell’impero zarista. Nel 1882 il geniale orefice ottenne dal governo il titolo di “Maestro Gioielliere”, conquistando un’alta reputazione grazie allo stile unico e personale dei suoi gioielli, realizzati in collaborazione con il fratello Agathon, disegnatore di grande creatività.  Il primo gioiello in stile uovo di Pasqua viene creato da Fabergé e dai suoi orafi nel 1885 su commissione dello zar Alessandro III Romanov, come dono di Pasqua per la moglie, la zarina Maria Fëdorovna. L’uovo, di colore bianco con smalto opaco, aveva una struttura a scatole cinesi o a matrioske russe: all’interno vi era un tuorlo d’oro, contenente una gallinella smaltata d’oro con occhi di rubino. Quest’ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale che, a sua volta, conteneva un piccolo rubino a forma d’uovo. La zarina fu così entusiasta che lo zar nominò Fabergé “gioielliere di corte” e lo incaricò di realizzare un uovo-gioiello ogni anno per Pasqua, con la richiesta che ogni monile fosse unico e contenesse sorprese originali. L’usanza delle uova imperiali continua anche dopo la morte di Alessandro III, con il figlio Nicola II, il quale chiede a Fabergé due uova all’anno: uno per la regina madre e uno per la nuova zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova. La realizzazione di un uovo-gioiello richiedeva un anno di accurata lavorazione e un’intera squadra di orafi e artigiani. Le uova, tutte sfarzose, variavano per dimensioni, aspetto e tematiche: l’involucro esterno, aprendosi, rivelava al suo interno manufatti sempre diversi, celebrativi della storia del regno e della famiglia imperiale. Il successo di queste creazioni è tale che a inizio Novecento quasi tutte le corti nobili d’Europa imitano la coppia imperiale russa e richiedono gioielli alla Maison Fabergé, aumentandone il prestigio nel mondo. La tradizione delle Uova Fabergé dura per oltre trent’anni: dal 1885 fino al 1917, anno della Rivoluzione Russa, che segna la caduta del regime zarista e la fine della dinastia dei Romanov. Oltre alla collezione imperiale (52 esemplari), sono di grande valore anche le sette uova-gioiello commissionate a Fabergé dal nobile russo Alexander Kelch, una all’anno (dal 1898 al 1904) come sorpresa di Pasqua per la moglie Barbara. Le uova per Kelch vengono realizzate sotto la supervisione di Michael Perkhin – all’epoca secondo mastro orafo della Fabergé – il quale si ispira a quelle imperiali creando oggetti di dimensioni maggiori e addirittura più costosi e sontuosi. Tutte le Uova Fabergé sono capolavori artistici dal fascino intramontabile, capaci di stupire per l’originalità delle composizioni, la maestria della lavorazione dell’oro, l’incesellazione di pietre preziose, diamanti e perle, e per l’impiego della smaltatura colorata, riportata in auge dai maestri orafi della maison. Uova sgargianti dai motivi barocchi, tripudio di colori, sfarzo e opulenza. Preziosi tesori, misteriosi scrigni il cui unico scopo è quello di deliziare e sorprendere chi li riceve in dono. Pochi gioielli possono competere con queste opere d’arte del passato, espressioni della grandezza imperiale e straordinari documenti storici di fine Ottocento, che raccontano i fasti, la gloria e il destino delle corti russe, testimoniando gli ultimi turbolenti anni dell’impero zarista. Alcune uova imperiali sono andate perdute, altre appartengono a musei o collezioni private. Tra i principali collezionisti, il magnate americano dell’editoria Malcolm Forbes vantava la più grande collezione di uova Fabergé, poi acquistata dal miliardario russo Viktor Vekselberg. I primi esemplari sono oggi pezzi unici dal valore inestimabile: alcune uova sono state vendute all’asta da Christie’s e da Sotheby’s per decine di milioni di euro. Nel corso dei decenni il brand ha visto numerosi cambi di proprietà, ma il nome Fabergé è tuttora uno dei più illustri dell’alta oreficeria mondiale. Oggi l’azienda orafa svizzera Maison Tatiana Fabergé rappresenta la discendenza della famiglia ed è l’unica al mondo in grado di produrre i preziosi manufatti in metallo partendo dai disegni originali di Peter Carl Fabergé. Con la creazione di nuove uova gioiello si punta ad un ritorno alle gloriose origini. Una nuova vita. Rinascita e speranza. Perché al principio di tutto c’è sempre un prezioso uovo.

The principle of existence, the mystery of creation. The birth. Everything starts from an egg. With its perfect shape – a vital soul enclosed and protected by a fragile shell – the egg symbolized the miracle of life since the earliest civilizations. In pagan mythology it is an emblem of fertility and rebirth, while in Christian iconography it acquires sacredness as a symbol of the resurrection of Christ and of Easter. Chocolate eggs with surprise are a modern invention, but the tradition of donating decorated eggs in the Easter period dates back to the Middle Ages, when nobles exchanged precious gifts. This tradition reached its peak in Russia at the end of the nineteenth century, when eggs were transformed into precious works of art containing magnificent surprises. In fact, Fabergé eggs were born in the aristocratic Saint Petersburg – a city symbolizing the imperial greatness of the tsars – at the time of the Romanov dynasty. Fabergé creations of high jewelery goldsmiths are appreciated all over the world.
The inventor of these famous treasures is the Russian jeweler Peter Carl Fabergé – also known as Karl Gustavovič Faberže (1846-1920). In 1872 the young Carl took over the family goldsmithing production, founded by his father Gustav in 1842 in St. Petersburg. The latter accentuated the final “e” of the surname to celebrate the French origins of the family and attract the Russian nobility, which at the time was sensitive to the charm of distant France. The accent contributed to the increasing success of the Maison Fabergé, which, under the leadership of Carl, became the greatest goldsmith enterprise of the Tsarist empire. In 1882 the brilliant goldsmith obtained from the government the title of “Master Jeweler”, gaining a high reputation thanks to the unique and personal style of his jewels, made in collaboration with his brother Agathon, designer of great creativity. The first Easter egg-style jewel was created by Fabergé and his goldsmiths in 1885 on commission of Tsar Alexander III Romanov, as an Easter gift for his wife, Tsarina Maria Fëdorovna. The egg, white in color with opaque enamel, had a Chinese box or Russian matryoshka structure: inside there was a golden yolk, containing a gold-enamelled gurnard with ruby eyes. The latter contained a miniature copy of the imperial crown which, in turn, contained a small egg-shaped ruby. The Tsarina was so enthusiastic that the Tsar named Fabergé “jeweler of the court” and commissioned him to make an Easter egg-jewel every year, with the request that each jewel be unique and contain original surprises. The tradition of imperial eggs continued even after the death of Alexander III, with his son Nicholas II, who asked Fabergé two eggs a year: one for the queen mother and one for the new Tsarina Aleksandra Fëdorovna Romanova. The creation of an egg-jewel required a year of careful work and a whole team of goldsmiths and craftsmen. The eggs, all sumptuous, varied in size, appearance and themes: the outer shell, when opening up, revealed ever different artifacts inside, celebrating the history of the kingdom and the imperial family. The success of these creations is such that at the beginning of the twentieth century almost all the noble courts of Europe imitated the Russian imperial couple and required jewelry from the Maison Fabergé, increasing its prestige in the world. The tradition of Fabergé Eggs lasted for over thirty years: from 1885 to 1917, the year of the Russian Revolution, which marked the fall of the Tsarist regime and the end of the Romanov dynasty. In addition to the Imperial collection (52 specimens), the seven jewel-eggs commissioned to Fabergé by the Russian nobleman Alexander Kelch, one each year (from 1898 to 1904) as an Easter surprise for his wife Barbara, are also of great value. The eggs for Kelch were made under the supervision of Michael Perkhin – at the time the second master of Fabergé’s goldsmith – who was inspired by the imperial ones, creating objects of greater size and even more expensive and sumptuous. All Fabergé Eggs are artistic masterpieces with an everlasting charm, able to astonish for the originality of the compositions, the mastery of gold working, the chiseling of precious stones, diamonds and pearls, and for the use of colored glazing, re-shown in vogue by the goldsmith masters of the fashion house. They were bright eggs with baroque motifs, riot of colors, glitz and opulence, precious treasures, mysterious chests whose sole purpose was to delight and surprise those who receive them as a gift. Few jewels can compete with these works of art from the past, expressions of imperial grandeur and extraordinary historical documents of the late nineteenth century, which tell the glories and fate of the Russian courts, witnessing the last turbulent years of the tsarist empire. Some imperial eggs have been lost, others belong to museums or private collections. Among the leading collectors, American publishing magnate Malcolm Forbes boasted the largest Fabergé egg collection, later bought by Russian billionaire Viktor Vekselberg. The first specimens are today unique pieces of inestimable value: some eggs have been auctioned by Christie’s and Sotheby’s for tens of millions of euros. Over the decades the brand has seen numerous changes of ownership, but the name Fabergé is still one of the most illustrious of the world’s goldsmith’s art. Today the Swiss jewelery company Maison Tatiana Fabergé represents the family’s lineage and is the only one in the world able to produce precious metal artefacts starting from the original designs of Peter Carl Fabergé. With the creation of new jewel eggs, the aim is a return to the glorious origins, to a new life. Rebirth and hope. Because at the beginning of everything there is always a precious egg.

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