Per vivere bene e in pace con se stessi è necessario ritrovare un contatto con la natura. Riscoprire quel legame primordiale che ha origini dal tempo dei tempi.

Per tornare a stare bene con noi stessi e con il mondo che ci circonda è quasi d’obbligo ricominciare ad ascoltare quell’io interiore che comunica da sempre, tramite un cordone ombelicale invisibile e mai reciso, con la grande Madre Terra.

È da qui che nasce la filosofia, colonna portante, dell’ecopsicologia. Una particolare branca della psicologia che, come si può dedurre dal nome stesso, nasce dall’unione dei termini “ecologia” e “psicologia”.

 

Uomo e natura, due tasselli dello stesso puzzle

Nata negli anni Novanta, in California, l’ecopsicologia sostiene ferventemente che la regressione dell’umanità nella società moderna sia strettamente collegata al degrado ambientale.

Perché tutto è collegato, niente e nessuno è un’entità a sé stante, bensì un elemento inserito nell’enorme contesto della vita, che è composta da uomo e ambiente.

Ecopsicologia, ascoltare il pianeta per ritrovare noi stessi

Come l’acqua che scorre nel letto della terra leviga e plasma l’argilla e la roccia, così l’uomo cammina sul suolo imprimendo le sue impronte e lasciando un solco indelebile nel terreno. Proprio come gli esseri umani vivono e si insediano nella natura facendone la loro casa, così anche gli animali vi costruiscono le proprie tane.

La terra ha bisogno di acqua e di sole per crescere, per creare e per generarsi in nuove meravigliose creature, e l’uomo necessita di questi doni della natura per sopravvivere. L’ecopsicologia non fa che riaffiorare questa consapevolezza che da sempre è insita in noi: cioè che siamo parte integrante e inscindibile di qualcosa di molto più enorme, grandioso e complesso di noi, qualcosa dalla quale siamo nati e alla quale ritorneremo…la terra, la natura, l’ambiente.

 

Un rapporto difficile ma che dura in eterno

Ecco, questo particolare approccio alla vita sostiene che la psicologia possa aiutare ad affrontare le crisi di natura umana, parallelamente a quelle ambientali. Perché preservare il pianeta significa, quindi, salvaguardare anche il benessere umano.

Ecopsicologia, ascoltare il pianeta per ritrovare noi stessi

A questo proposito è molto interessante constatare che, nonostante i due siano inesorabilmente connessi, per ironia della sorte si ritrovano sempre in conflitto tra di loro. E questo, probabilmente, perché l’uomo ha perso da troppo tempo ormai il contatto con la terra. Noi uomini abbiamo smarrito il legame di reciproco scambio e aiuto con il nostro pianeta e ci limitiamo scioccamente a usurpare la terra, a devastarla e a sfruttarla fino all’esaurimento.

Ma così facendo trascuriamo un altro importante fattore: il degrado della natura incide sul nostro. Se il pianeta soffre, soffre anche l’uomo.

Per sopravvivere e stare bene abbiamo inevitabilmente bisogno l’uno dell’altro.

 

Se il pianeta soffre…soffriamo anche noi

Secondo l’ecopsicologia, infatti, la crisi dei valori umani, l’inaridimento dei sentimenti non sono altro che il riflesso della speculazione umana sulla natura. Gli alberi si piegano a migliaia sotto la mano dell’uomo, soccombono al colpo spietato delle accette; i boschi e le foreste muoiono al tocco del fuoco che dilaga come un fiume in piena, lasciando dietro di sé soltanto fumo e cenere; la terra inesorabilmente frana.

E il cuore dell’uomo si riempie di quella stessa polvere, i suoi occhi dello stesso accecante fumo, e la sua anima si sgretola.

Ecopsicologia, ascoltare il pianeta per ritrovare noi stessi

Ebbene, l’ecopsicologia ci rammenta che per ritrovare il nostro benessere, il nostro vero IO, dobbiamo prima di tutto imparare ad ascoltare di nuovo il pianeta. Ascoltarlo circondandoci di rumori diversi da quelli caotici e assordanti delle metropoli, per concederci i suoni silenziosi e riappacificatori della natura.

Perché la natura e l’ambiente non sono entità da addomesticare e tenere a bada, ma una grande forza che ci appartiene, che ci avvolge e che ci ospita.

Francesca Motta

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