A volte basta un click, una prospettiva diversa, un punto d’osservazione inconsueto. Sulla tavolozza della vita, la scala cromatica dei colori suggerisce il principio dell’armonia e dell’equilibrio. L’estetica della forma è connessa a chi la utilizza. Sotto un cielo che occupa ogni lembo il passato bussa alle porte, ed il presente gli allarga le braccia. Perché la velocità, quella dei mostri d’acciaio, si sposa con il mito, contamina genialità e precisione, abbina spirito sportivo con la passione per l’estetica e la meccanica.

Nasce nel 1954 per commemorare la morte del grande “mantovano volante”, avvenuta l’anno prima, e trasformatasi in rievocazione nel 1991, il “Gran Premio Nuvolari” è una competizione automobilistica di regolarità, riservata alle vetture d’epoca costruite tra il 1919 e il 1972, viene organizzato da Mantova Corse, insieme all’Automobile Club Mantova e al Museo Tazio Nuvolari. La gara, a cui partecipano macchine d’epoca ed equipaggi provenienti da tutto il mondo, segue le normative Fia, Fiva e Aci Sport, nel circuito di ‘Epoca Championship’, il campionato italiano Grandi Eventi di Aci Sport, di cui fanno parte anche la già disputata Coppa d’Oro delle Dolomiti, la Targa Florio e la Coppa delle Alpi by 1000 Miglia. Lamiere luccicanti dal colore scintillante serbano un cuore rombante. I cavalli del motore scalpitano frementi. I pistoni pulsano. Un’auto, una pianura e laggiù in fondo un nastro d’asfalto che si arrampica verso le prime balze degli Appennini. Una curva, due, un breve rettilineo, poi, un tornante, sull’altalena cangiante di paesaggi che scompaiono per riapparire diversi, quando s’infilano in centri turriti abitati dal silenzio della provincia appartata, per fiondarsi sulle vie che costeggiano il mare e attraversano un mosaico variopinto di campi, distese verdeggianti. Il filo delle emozioni corre sul tachimetro del Gran Premio Nuvolari, la gara è una carrellata di successi. L’albo d’oro gronda di nomi illustri: da Ascari a Moss, da Jenkinson a Castellotti, Gendebien e Washer. Richiamo per equipaggi provenienti da ogni latitudine, per quella che è ormai consacrata come seconda competizione di regolarità a livello mondiale per numero di iscritti e chilometri percorsi. E tra le auto storiche, marchi prestigiosi come Bugatti, Bentley, Alfa Romeo, Ferrari , Jaguar, Bmw, Mercedes, Aston Martin, MG, Porsche, Amilcar, Alvis, Maserati, Fiat e Lancia, s’incuneano le schegge “d’argento vestite” della casa tedesca. Allora, è bello stropicciarsi gli occhi davanti alle linee filanti o grintose di una Wanderer W25K, o di una DKW 3=6 Roadster, o a quelle più silenziose di un’Audi 72, di una Super 90 ai nastri di partenza. E ammirare ancora trecento e più auto storiche al via, Ford, Buick, Chrysler, Auto Union, DKW e altri modelli schierati dal reparto Audi Tradition, le DKW F 91, una DKW Monza, una DKW F 93 convertibile, una NSU 1000 Rennprinz, due NSU TT ed una NSU Wankel Spider, simbolo del miracolo economico tedesco tra gli anni’50 e ’60, quando imperiose varcavano il passo del Brennero in cerca di sole e libertà. Le vetture, eleganti, suscitano ammirazione, capaci come sono di propiziare incontri. Lungo un percorso che si snoda dalla pianura Padana, sfiora le colline senesi, fiancheggia le sponde dell’Adriatico dopo aver lasciato quelle tirreniche, in un susseguirsi di emozioni. Ecco la molla che anima, sospinge i piloti, appassionati, ardimentosi, che su autovetture costruite tra il 1919 ed il 1969 munite o di passaporto F.I.V.A., o F.I.A. Heritage, o omologazione A .S .I. , e C.S.A.I ., o appartenenti ad un registro di marca, rendono omaggio alla grandezza di Tazio Nuvolari, non un semplice campione, ma l’incarnazione stessa della velocità, del coraggio e della sfida. I sogni si ripetono. Il motore li custodisce. Gelosamente.

Edit by Marco Giuseppe Timelli 

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