Questa nuova sezione della rivista dedicata all’architettura e il design comincia con un’azienda che propone la parete per vivere senza muri ispirata al grande architetto tedesco Mies van de Rohe.

Tutto nasce da un’idea del designer Massimo Luca, che, dopo decenni passati ad approfondire la conoscenza dei materiali, in modo particolare dell’alluminio, crea prodotti carichi di tecnologia che rappresentano una determinata funzione architettonica all’interno delle abitazioni. Nascono cosi le porte ADL che si distinguono trasformandosi in aperture che non dividono gli spazi, ma che li suddividono e li uniscono al tempo stesso, andando a creare gli innovativi spazi fluenti che con il principio della pianta libera vengono introdotti per la prima volta nel padiglione di Barcellona, proprio dal grande Mies Van de Rohe in occasione dell’esposizione internazionale del 1929.

Ora sono concetti consolidati, ma al tempo si parlava di innovazione, Mies usava 3 pezzi, 2 materiali, insomma poco e pensato; un attualissimo modo di progettare che permette di vivere l’ambiente dal confine incerto, apprezzando il dinamismo e il ritmo dato solo dalle pareti. Sono le trasparenze che danno vita ad ambienti dove la visibilità e il passaggio della luce non sono mai limitati; la parete Mies è un segno forte che, tramite composizioni e finiture diverse, personalizza l’ambiente integrandosi in modo ottimale ad ogni stile.

Partendo dal modello Mies ci si è evoluti con MITIKA caratterizzata da uno stile pulito, essenziale, e dal minimalismo delle forme con un’unico vetro centrale che viene racchiuso dal telaio in alluminio; la PIANA con sistema di aperture caratterizzato da due vetri che racchiudono tra loro il telaio di alluminio, visibile o meno a seconda della finitura scelta per le lastre di vetro, la LINE le cui linee scorrono veloci sovrapponendosi a volte su se stesse, ed a volte sul muro, generando all’interno dell’ambiente una sensazione di geometrie in movimento e da vita a giochi di ombre e luci e la LIGHT progettata interamente in vetro, con finitura a scelta, permette alla luce di entrare nell’ambiente e garantisce l’intera visibilità dello spazio creando la sensazione di un ambiente ampio ed arioso.

Infine, la FILOMURO che mantiene inalterata l’estetica dell’ambiente integrandosi completamente alla parete, il telaio diventa invisibile, le cerniere sono a scomparsa e la porta, se trattata con le stesse finiture del muro, si unisce ad esso creando senso di linearità e continuità. Partire da un concetto basilare come gli spazi fluidi, ci permette di parlare oggi di minimalismo, che voglio sottolineare: parte proprio dal caro vecchio padiglione di Mies; essendo l’esempio piu pulito che abbiamo, la radice profonda dei “grandi interni pensati” di oggi, partono tutti da li. Cerchiamo di non rovinarne la memoria.

Edit by Marcella Lanivi

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