Abbinare l’enologia all’astronomia in Italia sembra essere un’impresa molto ardua, anche se esiste una serie di asteroidi scoperti dall’astronomo Ted Bowell che portano il nome di certe regioni italiane celebri per i vini che si producono, come il Roero e il Barolo. Questo binomio è diventato realtà a Montepulciano, il cui territorio è conosciuto a livello internazionale per la produzione di vini di eccellenza internazionale, in occasione del progetto “Tardi nel Sogno. Visioni Incrociate” all’inizio dello scorso febbraio, nato dall’idea di Beth Vermeer e seguito dalla manifestazione annuale del Vino Nobile. Da questo progetto è emerso come ci sia un collegamento tra le scoperte ed i contributi delle grandi menti del passato con il pensiero scientifico contemporaneo e che i pensatori del Cinquecento, inventori autentici del metodo sperimentale moderno, ma anche disegnatori e poeti erano degli autentici ecologisti, con il loro profondo rispetto per la vita in ogni espressione. La location ideale per questo connubio è la storica dimora delle Cantine De Ricci che invita, grazie alla sua architettura conservata, ad un vero viaggio nel tempo.

Il fotografo e poeta genovese Carlo Accerboni approfondisce la sua ricerca sul rapporto tra natura e arte con il progetto “Variazioni per Uva”, cercando delle ambientazioni idonee in cantine d’impatto storico. Per Montepulciano ridisegna le “Visioni incrociate” con una serie di fotografie a colori che mettono in primo piano il suo sguardo alla natura, alla vite e alla morfologia delle foglie. Nello spirito delle contaminazioni fluide tra passato e presente, il fotografo crea ritratti della natura con frammenti di uva e vite sulla matrice dei dipinti sul vino molto suggestivi creati da maestri illustri come Caravaggio, Arcimboldo, Esteban Murillo, Gregorio De Ferrari. Il percorso espositivo si snoda tra le navate della cosiddetta “Cattedrale”, dove le botti monumentali in legno, ormai non più utilizzate, fungono da supporto originale per i lavori dell’artista. Nel corso della passeggiata si possono ammirare l’architettura della Cantina che risale al Duecento, la conservazione e la degustazione del vino in fase dell’invecchiamento e l’incontro inatteso, attraverso la fotografia di Accerboni, con Caravaggio, Murillo, De Ferrari, Arcimboldo, che offre molti spunti di riflessione. Nel celeberrimo dipinto di Caravaggio, realizzato tra il 1596 e il 1597, raffigurante il dio Bacco, conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze, le tenebre dell’ambiente fanno percepire appena la tensione architettonica verso l’alto che rende bene il concetto di una cattedrale. A differenza di Caravaggio Accerboni predilige l’accostamento di piccoli grappoli d’uva bianca e nera sullo sfondo dei quadri maestosi, simboli di morte e resurrezione. I visitatori possono vivere un’esperienza percettiva che oscilla tra il vecchio e il nuovo, degustando i vini e osservando le fotografie che rievocano scene del Cinquecento e del Seicento contenute in certi dipinti importanti del Museo Civico Pinacoteca Crociani, situato a due passi dalle Cantine De Ricci. Contemplando la fotografia contemporanea di Accerboni all’ombra della cantina di altri tempi, s’impara a riconoscere l’età del vino invecchiato e il gusto dell’olio d’oliva di stagione. In conclusione si può dire che in Italia non si è ancora arrivati a battezzare un vino con il nome di una meteora, come invece ha fatto in Cile un astronomo inglese chiamando “Meteorito” un vino Cabernet, ma l’Accerboni ci ha stupito mostrandoci che il binomio è realizzabile accostando alcune foglie cadute a una copia di “Notte stellata” di Van Gogh.

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