…da ferma o in movimento. Da lucida o con una patina di neve sopra. In pista o in un’elegante piazza. Una casa automobilistica che anche i non appassionati di macchine conoscono grazie all’agente segreto più famoso al mondo, con licenza di uccidere, il fascino per conquistare ogni donna che incontra, le capacità per sopravvivere anche quando la sorte sembra ormai segnata, la possibilità di guidare auto esclusive. Esclusive spesso già come modello di serie, ancora più esclusive grazie alle dotazioni speciali che la MI6 riesce a mettergli a disposizione, per affrontare al meglio il cattivo di turno. Le auto di 007, dal 1962 (anno del suo debutto cinematografico) ad oggi, sono state molte: capaci di sfoderare armi micidiali e di sfruttare le migliori tecnologie dell’epoca, capaci anche di funzionare sott’acqua. Ma appunto nell’immaginario collettivo un marchio preciso viene automaticamente collegato a James Bond: Aston Martin. E questo non solo per l’inseparabile DB5, vettura dal design immortale, simbolo di eleganza e bellezza che non sfioriscono dopo decenni, ma anche per gli altri modelli prodotti fino ai giorni nostri.

La casa dal logo alato affonda le sue origini agli inizi del ‘900 (1913, per l’esattezza), avviando poi il consolidamento della propria fama, nel campo delle competizioni, a metà anni ’20 e rafforzandola ancora nel decennio successivo, iniziando poi nel 1936 a proporre anche modelli per uso stradale. La Seconda Guerra Mondiale blocca però la produzione, ma proprio dopo questa pausa forzata inizia l’ascesa che crea il mito che Aston Martin oggi è. Nascono infatti i modelli che inaugurano il prefisso “DB” (in omaggio al proprietario fautore della rinascita, David Brown) e, nonostante gli alti e bassi che storicamente e ciclicamente hanno caratterizzato tutti i marchi britannici, l’evoluzione stilistica e prestazionale proseguono inarrestabili fino ai giorni nostri. Evoluzione si, ma quasi mai rivoluzionaria. Ed è anche questo il segreto del successo. Prima con linee tondeggianti e fluide, ma comunque sfuggenti ed aerodinamiche, poi con tratti più tesi e netti, le AM sono rimaste sempre riconoscibili a colpo d’occhio. Sempre fedeli alla loro classica e proporzionata distribuzione dei volumi, sempre moderne senza mai sfociare in esercizi di stile fini a loro stessi e, per questo, destinati ad essere solo moda del momento. La critica sembra aver sempre premiato di più le linee delle versioni coupé, rispetto alle pur bellissime corrispettive scoperte; preferenza evidente anche nella filmografia di James Bond. Velocissime in inseguimenti mozzafiato, impegnate in derapate e salti…lanciate perfino sulla neve e, nonostante tutto, comunque impeccabili di fronte ad uno sfavillante casinò. Le Aston Martin hanno saputo sempre coniugare le prestazioni da supercar con la comoda opulenza delle ammiraglie ed il piglio dinamico delle gran turismo. Motori plurifrazionati e cilindrate importanti, così da poter viaggiare sornione in souplesse o scattare con veemenza, non appena il pedale dell’acceleratore viene schiacciato. E quando lo si schiaccia un appassionato gode anche di un sound degno di tali lignaggio e temperamento. Supercar si, ma appunto mai estreme. Anzi il lato sportivo vive in equilibrio perfetto con quello elegante ed entrambi vestono a pennello il guidatore che sa cosa cerca in un’auto del genere. Non la sola prestazione pura e nemmeno un’ovattata paciosità ma un veicolo double face, con quel frontale dalla bocca sempre spalancata… famelico di mangiare l’asfalto, eppure a proprio agio anche nel lento e singhiozzante traffico odierno, però sempre pronto a lanciarsi in una spinta entusiasmante, quando gli spazi aperti, le norme ed il buonsenso lo permettono. L’auto è “femmina”, ormai lo sappiamo da anni, ci è stato insegnato e confermato da illustri letterati ed Aston Martin è fra le top model del suo settore! Come una donna di classe sa muoversi sinuosa nello sfavillio del jet set, ma anche correre improvvisamente a perdifiato. Sempre mantenendo un aplomb impeccabile e mostrando il lato migliore di sé…seducendo a prima vista e lasciandosi ricordare mentre allontanandosi inizia a sfocarsi nell’immagine. Chi ha avuto modo di guidarne una, almeno una volta, apprezzandone le qualità e contemporaneamente i difetti (sembra impossibile… eppure non lo è) la porterà sempre fra i ricordi più cari e, inevitabilmente, avrà modo di sentirsi ancora una volta, per un attimo, Bond… James Bond.

Edit by Gianluca Torini

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