«A: Ciao!» «B: Ciao!» un classico saluto all’inizio di una giornata di lavoro! Variante più confidenziale: «A: Ciao ! Come stai?» «B: Bene, grazie, e tu?»

Mi chiedo, c’è un modo migliore per iniziare la giornata? Si certo: scambiare due parole con la persona che ci interessa senza pressioni. Apparentemente semplice, no?

«Ciao, Come stai? Tutto Bene, grazie» potremmo definirla una conversazione spontanea? innocua? o formale? Oppure un format per iniziare quella tanto ricercata “conversazione” che, si sperava, avrebbe portato a un confronto, e a una soluzione?

Il problema più evidente arriva dopo la fatidica domanda, con la risposta: spesso sempre uguale! «Bene, grazie, e tu?» Difficile proseguire un sereno confronto con così pochi “spunti” di dialogo. Quindi spesso si divaga, si passa ad altro, ci si trincera in frasi fatte.

Quante volte ci sentiamo domandare «Come stai?» nel corso di una giornata? Quante volte iniziamo le nostre conversazioni con questa domanda, per poi andare subito all’informazione che ci interessa, spesso completamente indifferenti all’effettiva risposta che ci dà l’altra persona? A volte evitiamo noi stessi di porci questo interrogativo, così semplice e così scomodo. La chiave di una conversazione sta nella domanda o nella risposta? E se iniziassimo con un’affermazione? una dichiarazione, una emozione? Sono stanco, sono emozionata, ho il corpo che vacilla; forse non sarebbe più semplice?

Un’amica – io non ci sono stato – mi raccontava che in Giappone nella Metro i varchi pedonali sono sempre aperti, si chiudono se non hai la tessera di riconoscimento! Hanno calcolato che è più semplice e soprattutto più veloce! E se noi provassimo a fare nello stesso modo? Perché non cominciare nel condividere un’emozione? Cambiare approccio significa assumersi la “respons-abilità” (letteralmente, dal latino, respondeo, rispondere) nella sincerità, portando il discorso sul fuoco, al centro.

Prima di rispondere è fondamentale ascoltare. Nel non ascolto si cela il “male di vivere”. Ne siamo tutti contagiati e lo riconosciamo subito perché lo conosciamo. La solita risposta «Tutto Bene, grazie» diffonde un sentimento languido, leggero, infestante come un’erbaccia infestante che ci conduce, nel tempo, ad una sensazione di mancanza di senso: tutto ci stanca e ci nausea. Altre volte è la collera e l’aggressività che sale dal profondo, e quel «Tutto Bene, grazie» ci fa sentire come quando si è in mare aperto in balia delle onde! Male di vivere o vivere male?

Da un semplice «come stai? Tutto Bene, grazie!» Quel “male di vivere” che ci impedisce di ascoltare, è un termometro dello stagno descritto in CLEAN (Edizioni Proget, capitolo 1). A volte più che “male di vivere” potrebbe trattarsi di un “vivere male”, di una vita a metà, vissuta con il freno a mano tirato, di relazioni monche e aride. Così facendo giorno dopo giorno alimentiamo noia, depressione, mancanza di senso e akedia/accidia.

Accendi la luce! Guarda il tuo stagno con un occhio diverso: il cambiamento è alle porte! «Ciao! Oggi ci sono nuvole nel mio cuore, ma il vento le spazzerà via!»

Emozionati ed emoziona! Vivi meglio!

 

By Silvio e Stefano Bartolomei

www.silviobartolomei.it

 

“A: Hi!” “B: Hello!” A classic greeting at the beginning of a day’s work! More confident variables: “A: Hello! How are you doing? “” B: Well, thank you, and you? ” I wonder, is there a better way to start the day? Certainly: exchange two words with the person who interests us without any pressure. Apparently simple, no? “Hello how are you? All right, thank you, could we call it a spontaneous conversation? harmless? Or formal? Or a format to begin that muchsought- after “conversation” that was hoped would lead to a confrontation, and a solution? The most obvious problem comes after the fateful question, with the answer: often always the same! “Well, thank you, and you?” It’s hard to continue a peaceful confrontation with so few “cues” of dialogue. So you often divide, move on to something else, you start out in sentences. How often do we feel like asking “How are you doing” during a day? How many times do we begin our conversations with this question, then go to the information we are interested in, often completely indifferent to the actual response that the other person gives us? Sometimes we avoid ourselves asking this question, so simple and so uncomfortable. Is the key to a conversation in question or answer? What if we started with an affirmation? A statement, an emotion? I’m tired, I’m excited, I have the body shaking; Maybe it would not be simpler? A friend – I have not been – told me that in Japan the pedestrian crossings are always open in Japan, they close if you do not have the recognition card! They have calculated that it is simpler and especially faster! And if we tried to do the same? Why not start sharing an emotion? Changing the approach means taking the “responsiveness” (literally, from the Latin, responding, responding) to sincerity, bringing the focus on the focus. Before answering, it is crucial to listen. In non-listening lies the “bad to live”. We are all infected and we recognize it immediately because we know it. The usual answer to “All Good, Thank you” spreads a languid, light, weedy feeling like an weed weed that leads us over time into a sense of lack of sense: everything tastes and nauseates us. Other times is the anger and aggression that comes from the depths, and that “All Good, Thank You” makes us feel like when you are off at the sea of the waves! Bad to live or to live badly? From a simple “how are you? All right, thank you! ” That “bad to live” that prevents us from listening, is a pond thermometer described in CLEAN (Editions Proget, Chapter 1). Sometimes more than just “bad to live” could be a “bad life”, a mid-life, lived with the pulled handbrake, of monkey and arid relationships. So doing day by day we bore boredom, depression, lack of sense and akey / accidia. Turn on the light! Look at your pond with a different eye: change is at the door! “Hello! Today there are clouds in my heart, but the wind will spit it away! ” Emotional and emotional! Live better!

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