Come possiamo tollerare di vivere in un mondo che ci sta disperatamente urlando aiuto? Come possiamo non accorgercene? Come possiamo fare finta di niente davanti alle informazioni che ci vengono fornite?

Siamo davvero capaci di trascurare così facilmente il disfacimento della nostra Terra?
Non credo. Penso che esistano situazioni impossibili da ignorare. Mutamenti che non possono non coinvolgerci. Cambiamenti di portata troppo colossale da non poterci allarmare.

E allora, se non adesso, quando?

Se non oggi, per prendere consapevolezza…vera consapevolezza di quello che ci sta accadendo, di cosa la nostra Terra stia attraversando, quando?

Apriamo gli occhi. Se non ora, quando?

Arriverà mai un momento giusto, il giorno adatto, per affrontare realmente e coscienziosamente i drammi che affliggono il nostro pianeta? La risposta, ovviamente, è no. Se continuiamo ad aspettare che qualcuno, non noi, faccia il primo passo…se continuiamo a sperare che dall’alto arrivi, prima o poi, una soluzione che ci salverà senza che noi avremmo fatto nulla…beh allora possiamo continuare ad aspettare per tutta la vita. E nel frattempo la nostra Terra, il nostro pianeta, si ammalerà sempre di più, fino ad arrivare a un punto di non ritorno.

Il momento è adesso. Ora più che mai, ora che l’esperienza dell’emergenza sanitaria Covid-19 ci ha messo letteralmente con le spalle al muro, possiamo forse con più facilità immedesimarci nelle sofferenze del nostro pianeta.

Apriamo gli occhi. Se non ora, quando?

Il surriscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai, l’estinzione continua e purtroppo sempre più massiccia di moltissime specie animali e vegetali, gli incendi che bruciano la vita terrestre. E ancora, i mari e gli oceani inquinati a più non posso senza il minimo rimorso, le isole di plastica che si estendono a vista d’occhio, diventate una realtà mostruosa del nostro pianeta. L’inquinamento dell’aria, la stessa aria che noi respiriamo. Tutto questo non è l’effetto di una dura ma seppur passeggera “influenza” dalla quale prima o poi si guarisce, quello a cui stiamo destinando la nostra Terra è un cancro. Una malattia perenne, un nemico terribile contro il quale il nostro pianeta non potrà in nessun modo uscirne vincitore, se non con il nostro aiuto e intervento.

Apriamo gli occhi. Se non ora, quando?

Quello che stiamo facendo è spremere la Terra fino all’ultima goccia, fino all’ultima risorsa. E ancora. E ancora. Immaginiamo il nostro bellissimo pianeta come una spugna stretta tra le nostre mani. La stringiamo forte, sempre più forte. Con rabbia e con pretese. Non accontentandoci mai di quello che lei riesce a darci. E’ terribile ed estremamente triste figurarci la nostra florida e rigogliosa Terra in queste vesti, come un essere vivente ormai debole e allo stremo delle forze sulla salita verso la cima della montagna. La strada diventa sempre più ripida e il fiato viene a mancare sempre di più, passo dopo passo. Sospiro dopo sospiro. E forse, questo essere stremato, prosciugato e sofferente, che non riesce nemmeno più a produrre una goccia di sudore talmente è distrutto, arriverà comunque in cima alla montagna, ma non riuscirà mai a godersi la vista celestiale dalla vetta.

E noi, noi esseri umani vogliamo davvero essere quella montagna così ripida e ispida per la nostra Terra?

Vogliamo davvero essere il male incurabile che farà morire quel pianeta così generoso e protettivo che ci ospita fin dalla nostra nascita? Proprio come una madre fa con il proprio figlio.
Credo che noi, i figli di questa meravigliosa Terra che ci dona acqua in abbondanza, terreno dal quale far nascere bellissimi e gustosi alimenti, sole, aria, alberi e fiori, luci e colori strabilianti, possiamo fare molto ma molto di più per la nostra madre Terra.

Apriamo gli occhi. Se non ora, quando?

Si tratta solo di aprire gli occhi. Di aprirli veramente.
Di smettere di attendere un intervento da chissà chi o una soluzione miracolosa piovuta dal cielo chissà quando. L’unica vera soluzione, l’unica possibile e attendibile cura per il nostro pianeta, parte da noi. Da una nostra reale presa di posizione nelle azioni e nel pensiero di tutti i giorni.

Diversamente, con quale coraggio continueremo a chiamare la Terra, il NOSTRO pianeta?
Niente e nessuno è di nostra proprietà, innanzitutto, e questo è un altro concetto del quale sarebbe opportuno prendere reale coscienza.

Apriamo gli occhi, dunque. E poi, dopo che avremo osservato realmente, guardiamo con il cuore e con la mente. La salvezza per la nostra bella Terra non ci concede ulteriori attese.

Apriamo gli occhi. Se non ora, quando?

La risposta siamo noi. Il momento è adesso.

Se non ora, quando?

 

Francesca Motta

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