Diramazioni semantiche dell’abitare come metafora del tempo umano

 

Quello dell’abitare è sempre stata un’esigenza antica come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l’uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto. Spazio, luce, ordine. Sono cose di cui gli uomini hanno bisogno, come hanno bisogno di pane o di un posto per dormire. I fatti della vita umana, pubblica o privata, sono così intimamente legati all’architettura, che la maggior parte degli osservatori possono ricostruire le nazioni o gli individui in tutta la realtà delle loro abitudini dai resti dei monumenti pubblici o dall’esame delle loro reliquie domestiche. Esiste un inconscio collettivo, un archetipo, intorno all’idea di casa e forse è per questo che tipologie di case “diverse”, altre, dagli igloo alle capanne, dalle grotte ai grattacieli, sembrano tutte ugualmente vicine all’idea di casa. Non basta dire che la casa deve essere funzionale, spaziosa o comoda, deve corrispondere ad un modello interiore soggettivo, per alcuni dovrà essere calda, per altri dovrà proteggere e nutrire, perché i bisogni dell’uomo non sono statici e universali ma si sviluppano contemporaneamente allo svilupparsi della propria personalità. Possiamo intendere la casa dunque come l’immagine di sé. La concezione della casa come corpo appartiene a un grande numero di società che impiegano le stesse parole per descrivere il corpo umano e la sua dimora. Metafora del corpo e del legame sociale, la casa e la sua immagine sono anche metafora del tempo umano. Nelle società studiate dagli etnologi i cambiamenti di residenza segnano ufficialmente cambiamenti di età e di status. Dopo la casa-grotta, troviamo la casa “nido”, quella del riparo che genera benessere. E’ protezione, luogo del ricordo e del vissuto, la casa vive nel momento in cui la amiamo, superando quelle che sono le praticità o le comodità. Il nido è caldo, intimo come un bozzolo, rimanda ai giorni dell’infanzia. E’ luogo centralizzato. L’architettura diventa sotto quest’ottica una “creazione” piuttosto che una costruzione.

Gli acquirenti particolarmente esigenti, oggi, sono difatti alla ricerca di immobili innovativi e difficilmente replicabili, come quello, ad esempio, progettato dallo studio olandese OPA [Open Platform for Architecture], su di un ipotetica isola nel mare Egeo. Non si tratta della solita villetta contemporanea dalla forma irregolare, ma di una dimora di lusso, letteralmente arrampicata su di un dirupo. Si chiama “Casa Brutale” come omaggio al Brutalismo, che prevedeva un largo utilizzo del cemento a vista, il cosiddetto béton brut le cui forme plastiche, lavorate e plasmate nei particolari come nei pilotis o nei camini dell’ “Unitè d’Habitation”, evidenziano con forza espressiva la struttura. I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti e forma e materiale si modellano nello spazio e si uniscono in un linguaggio di vigore architettonico. Ad evidenziare l’espressività della struttura e l’impiego di materiali grezzi e semplici, essenziali. L’aspetto è quello di un cubo di vetro sospeso a picco sull’acqua, il risultato finale sarà dunque incredibilmente scenografico, ideale per gli amanti del brivido e dell’architettura futuristica. L’abitazione impatta in modo minimo nel panorama: la “Casa” penetra nel paesaggio, con la sola facciata e il tetto – piscina visibili. Ispirata anche alla celebre Villa Malaparte di Adalberto Libera, sull’isola di Capri, Casa Brutale contempla il mare dall’alto e ha una copertura fuori dall’ordinario: una piscina in vetro rinforzato. L’originalissima dimora é pensata e progettata con materiali come vetro, legno e cemento oltre ad avere uno stile sobrio ma molto elegante. La location ne arricchisce l’unicità, la scogliera dell’isola di Rodi, con vista sul Mar Egeo. Se non bastassero le particolarità, il tetto della casa, anch’esso completamente trasparente, che si sovrapporrà a una gigantesca piscina a sfioro di forma rettangolare. Ma le sorprese non sono ancora finite, perché l’aspetto più interessante di questa proprietà è che la stanza da letto sarà completamente immersa nel mare. Stando comodamente seduti o sdraiati sul letto si potranno quindi spiare le creature che vivono in fondo al mare, esperienza emozionante e travolgente che solo gli unici acquirenti potranno permettersi. La zona in cui l’immobile vedrà la luce è impraticabile: si potrà raggiungere solo in elicottero, ragion per cui il terreno circostante sarà ovviamente provvisto di un’ampia pista di atterraggio riservata ai proprietari di quest’incantevole dimora. E se Casa Brutale, dall’esterno, sarà così suggestiva, all’interno sarà invece prettamente minimalista. Niente arredi sfarzosi per questa meravigliosa residenza, che si comporrà semplicemente di soggiorno, cucina, camera da letto e bagno. Il tutto, com’è giusto che sia, con vista sull’Egeo, panorama incorniciato dalle vetrate a tutta parete che caratterizzano l’unica facciata dell’immobile. L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione é per tener su: l’Architettura é per commuovere diceva una tal Le Corbusier.

by Marco Giuseppe Timelli

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata