Quando iniziai a studiare per diventare disegnatore industriale ricordo d’aver detto a mio padre, “papa’, chiunque può fare questo mestiere.” Ricordo pure le notti in bianco cercando di completare per tempo progetti estenuanti che mi fecero maledire il giorno che decisi di fare il designer. Il lavoro di designer e’ un’arma a doppio taglio che può andare in qualsiasi direzione motivo per cui continuo a trovare designers nascosti in svariati angoli del pianeta. Autodidatta oppure laureato fa veramente poca differenza. Quello che importa più di ogni altra cosa e’ il risultato del prodotto. Nel caso specifico che vi vorrei far notare si tratta della famigerata casa motociclistica Ducati con un modello di motocicletta prodotta nel 2009 denominata 1198 (i modelli sono normalmente chiamati con la cilindrata del mezzo). Qualche anno dopo venne fatta una versione rivisitata con l’aggiunta del nome “Panigale” per celebrare il luogo Bolognese dove rimane l’azienda. Molti affezionati al motociclismo conoscono molto bene questo modello e altri magari l’avranno sentito nominare per entrambi nomi e moto non passano inosservati. Se non era chiaro dal principio vi posso confermare che sono un vero appassionato di moto e di gare di motociclismo e questo ci porta al motivo di questo articolo. Si può’ migliorare una motocicletta da gara dopo anni di ingegnerizzazione e prototipazione da parte di professionisti del settore? Se mi fosse stata posta questa domanda prima di conoscere Mark Mayzler sapendo che si parlava di Ducati avrei risposto con un secco no! Oggi, invece, avendo avuto il privilegio di sedermi sulla moto qui raffigurata, posso assicurare a chiunque che si può benissimo migliorare l’eccellenza. Come e’ possibile vi chiederete. Lasciate che vi dica due cose riguardo Mark e Brooklyn Moto. Molti anni fa Mark era il tirapiedi all’officina Ducati di Soho a New York. Lavorava nel garage a Manhattan fino a quando non decise d’andare nel 2007 a Daytona in Florida a ricevere la certificazione meccanica da parte della casa Italiana. Rientrato nella Grande Mela continua l’esperienza sotto l’ala di “Irish Mike” noto meccanico Ducati dai modi molto severi ma di grande insegnamento. Sfortunatamente la clientela Newyorkese e la mentalita’ era legata troppo ai soldi e alla moda d’apparire. Mark decide quindi di trasferirsi a Williamsburg, Brooklyn e con l’aiuto di un cliente appassionato e di un proprietario di spazi del luogo aprono Brooklyn Moto. Per pura coincidenza Ducati nello stesso anno esordisce con un nuovo modello di motocicletta da corsa. Tamburini, designer dell’iconica Ducati 916, nel frattempo si trasferisce da MV Agusta quindi quest’ultimo modello Ducati era stato disegnato dall’ufficio tecnico. L’unica similitudine con il modello precedente e il monobraccio della sospensione posteriore. Mark dice, non c’e’ problema e con tempo e dedizione mette insieme un’opera d’arte. La Brooklyn Moto 1198 non e’ una “custom” bike, non e’ stata realizzata su specifiche di un cliente ma non e’ nemmeno una moto di produzione, sfortunatamente. Pensatela come un prototipo. 170 cavalli sviluppati da un motore bicilindrico Ducati da 1198.4cc montato sul telaio di una 748 con le carene della mitica 916 in carbonio, strumentazione digitale e tecnologia 2010. Massimo Tamburini si sarebbe commosso se fosse vissuto abbastanza allungo per vederla. Io personalmente ho versato qualche lacrima e sono rimasto shoccato alla prima visione di questo mezzo unico nel suo genere. Se non avete un milione di dollari da qualche parte da spendere per la T12 Massimo allora fatemi un fischio che vi metto in contatto con Mark. Mi assicurerò che vi faccia lo sconto. Avere questo gioiello degno di un museo e’ un pezzo di ingegnerizzazione e design iconico.

By Alessandro Bither da NY

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